31 Luglio 2015

Cinema, recensione di “Tir”: la vita di Branko, camionista per necessità

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(Recensione di Francesco Carabelli per “storiadeifilm.it“) – “Tir” è un film di Alberto Fasulo. Con Branko Zavrsan, Lucka Pockja e Marijan Šestak. La vita di Bran­ko, ca­mio­ni­sta per ne­ces­si­tà. I suoi viag­gi dal­l’I­ta­lia verso il resto d’Eu­ro­pa. La­vo­ro e so­li­tu­di­ne, in­ter­rot­ta dalle te­le­fo­na­te di la­vo­ro e da quel­le della sua fa­mi­glia lo­na­ta­na.

Il ci­ne­ma ita­lia­no di que­sto ul­ti­mi anni ci sta re­ga­lan­do delle sor­pre­se, la mag­gior parte delle quali na­sco­no da film che uni­sco­no fin­zio­ne e do­cu­men­ta­rio, dove la real­tà si espri­me con tutta la sua po­ten­za, con l’au­si­lio di una trama di fondo, di un ca­no­vac­cio che trova ap­pi­glio nel mondo così come è e lo porta agli occhi dello spet­ta­to­re, che fino ad al­lo­ra non ne era con­scio e lo era solo su­per­fi­cial­men­te e par­zial­men­te.

Que­sto tipo di ci­ne­ma ha avuto il giu­sto ri­sal­to in­ter­na­zio­na­le gra­zie ad al­cu­ni film pre­mia­ti nei più im­por­tan­ti fe­sti­val in­ter­na­zio­na­li. Basti pen­sa­re a SACRO GRA di Gian­fran­co Rosi pre­mia­to a Ve­ne­zia e a Ce­sa­re deve mo­ri­re dei fra­tel­li Ta­via­ni, pre­mia­to a Ber­li­no.

TIR di Al­ber­to Fa­su­lo rien­tra in que­sta cer­chia di do­cu-fic­tion ita­lia­ne che hanno ri­scos­so suc­ces­so a li­vel­lo di fe­sti­val, es­sen­do stato pre­mia­to con il Marc’Au­re­lio d’oro al Fe­sti­val del ci­ne­ma di Roma.

Frut­to di una pro­du­zio­ne in­ter­na­zio­na­le tra la Croa­zia e l’I­ta­lia, il film di­stri­bui­to dalla Tuc­ker Film, di­stri­bu­tri­ce le­ga­ta al Far east film fe­sti­val e che ha fatto co­no­sce­re al pub­bli­co ita­lia­no le ul­ti­me no­vi­tà dal­l’o­rien­te e che, at­tual­men­te sta ri­sco­pren­do il ci­ne­ma di Ozu, di­stri­buen­do per la prima volta le pel­li­co­le di que­sto mae­stro del ci­ne­ma giap­po­ne­se, noto ai più per il ca­po­la­vo­ro Viag­gio a Tokyo.

Di­ce­va­mo della Tuc­ker, im­pe­gna­ta anche sul campo della di­stri­bu­zio­ne di pel­li­co­le le­ga­te al ter­ri­to­rio del Friu­li e delle re­gio­ni con­fi­nan­ti o ter­ri­to­rial­men­te vi­ci­ne. Basti pen­sa­re a L’e­sta­te di Gia­co­mo di Ales­san­dro Co­mo­din o a Zoran, il mio ni­po­te scemo, che tanto suc­ces­so ha ri­scos­so a Ve­ne­zia.

TIR è un film an­co­ra­to sul ter­ri­to­rio del nord-est ita­lia, aven­do il suo ful­cro nel­l’in­ter­por­to di Por­de­no­ne, ma coin­vol­ge tutta Eu­ro­pa, di­pa­nan­do­si gli even­ti a bordo di un TIR (da cui pren­de il nome il film), che tra­spor­ta merci in tutta Eu­ro­pa, da Nan­tes alla Spa­gna, da Bu­da­pe­st al Pie­mon­te.

Pro­ta­go­ni­sta è il con­du­cen­te Bran­ko, che, la­scia­to un posto pre­ca­rio da in­se­gnan­te sot­to­pa­ga­to nel pro­prio paese… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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