(Recensione di Francesco Carabelli per “storiadeifilm.it“) – “Tir” è un film di Alberto Fasulo. Con Branko Zavrsan, Lucka Pockja e Marijan Šestak. La vita di Branko, camionista per necessità. I suoi viaggi dall’Italia verso il resto d’Europa. Lavoro e solitudine, interrotta dalle telefonate di lavoro e da quelle della sua famiglia lonatana.
Il cinema italiano di questo ultimi anni ci sta regalando delle sorprese, la maggior parte delle quali nascono da film che uniscono finzione e documentario, dove la realtà si esprime con tutta la sua potenza, con l’ausilio di una trama di fondo, di un canovaccio che trova appiglio nel mondo così come è e lo porta agli occhi dello spettatore, che fino ad allora non ne era conscio e lo era solo superficialmente e parzialmente.
Questo tipo di cinema ha avuto il giusto risalto internazionale grazie ad alcuni film premiati nei più importanti festival internazionali. Basti pensare a SACRO GRA di Gianfranco Rosi premiato a Venezia e a Cesare deve morire dei fratelli Taviani, premiato a Berlino.
TIR di Alberto Fasulo rientra in questa cerchia di docu-fiction italiane che hanno riscosso successo a livello di festival, essendo stato premiato con il Marc’Aurelio d’oro al Festival del cinema di Roma.
Frutto di una produzione internazionale tra la Croazia e l’Italia, il film distribuito dalla Tucker Film, distributrice legata al Far east film festival e che ha fatto conoscere al pubblico italiano le ultime novità dall’oriente e che, attualmente sta riscoprendo il cinema di Ozu, distribuendo per la prima volta le pellicole di questo maestro del cinema giapponese, noto ai più per il capolavoro Viaggio a Tokyo.
Dicevamo della Tucker, impegnata anche sul campo della distribuzione di pellicole legate al territorio del Friuli e delle regioni confinanti o territorialmente vicine. Basti pensare a L’estate di Giacomo di Alessandro Comodin o a Zoran, il mio nipote scemo, che tanto successo ha riscosso a Venezia.
TIR è un film ancorato sul territorio del nord-est italia, avendo il suo fulcro nell’interporto di Pordenone, ma coinvolge tutta Europa, dipanandosi gli eventi a bordo di un TIR (da cui prende il nome il film), che trasporta merci in tutta Europa, da Nantes alla Spagna, da Budapest al Piemonte.
Protagonista è il conducente Branko, che, lasciato un posto precario da insegnante sottopagato nel proprio paese… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).
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