19 Novembre 2013

Premiato il cinema giovane e sperimentale: a Roma vince Fasulo con la docu-fiction Tir

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L’ottava edizione del Festival Internazionale del Film di Roma si è conclusa. 

Il vincitore del Marc'Aurelio d'Oro, Alberto Fasulo (media.zenfs.com)

Il vincitore del Marc’Aurelio d’Oro, Alberto Fasulo (media.zenfs.com)

Accusato spesso di selezionare opere poco apprezzate dai veri cinefili, Roma quest’anno sembra aver stupito addetti ai lavori e pubblico. Molti hanno sostenuto: “A Roma, città del cinema, un Festival deve esserci” ma altri hanno coerentemente aggiunto che “debba esserci di qualità”. La kermesse ha visto vincitore un cinema giovane e qualitativamente apprezzato, premiando infatti con il Marc’Aurelio d’oro il film “Tir”, docu-fiction opera seconda di Alberto Fasulo che ha anche ricevuto il premio collaterale AMC miglior montaggio a Johannes Hiroshi Nakajima. La docu-fiction di Fasulo racconta la storia di Branko, ex insegnante diventato camionista e quindi costretto a vivere lontano dai suoi cari, dalla sua quotidianità. Una vittoria significativa per l’Italia quella di “Tir”, che premia un cinema nuovo, sperimentale ma che non ha un consenso paragonabile a quello ottenuto da Rosi a Venezia con il suo “Sacro Grà”. Il film ha vinto comunque sbaragliando pellicole che sembravano favorite come “Dallas Buyers Club”, premiato per la migliore interpretazione maschile a Matthew McConaughey e con il Premio BNL del Pubblico per il miglior film  e “Her”, che ha portato a casa la miglior interpretazione femminile grazie alla voce di Scarlett Johansson. Tra gli esordienti, spiccano il Premio Taodue Miglior produttore emergente a Jean-Denis Le Dinahet e Sèbastian Msika per l’italiano “Il sud è niente” di Fabrizio Mollo e il Premio Taodue Camera d’oro per la Miglior Opera Prima/Seconda ad “Out of the Furnace” di Scott Cooper. Nella sezione del Festival “Prospettive Doc Italia” vengono premiate invece Valentina Pedicini ed Elisa Amoruso. La prima vince il Premio Miglior Documentario Italiano con il suo primo lungometraggio “Dal profondo” e la seconda si aggiudica una Menzione Speciale per la sua opera prima “Fuoristrada”. Forse i Festival cominciano coraggiosamente a premiare non solo i grandi maestri della settima arte ma anche talenti emergenti desiderosi di farsi strada conquistando critica e pubblico?!

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