24 Luglio 2015

Svolta nella guerra internazionale all’Isis: Ankara bombarda postazioni jihadiste. Erdogan: “Solo l’inizio”

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La Turchia per la prima volta ha bombardato postazioni jihadiste nel nord della Siria. La decisione nell’ambito di una vasta operazione anti-terrorismo che ha portato a retate anche contro militanti curdi e tutti i “nemici” che mettono a rischio la sicurezza del Paese.

(ilsecoloxix.it)

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Alcuni F-16 di Ankara nella notte hanno “completamente distrutto” nella notte quattro postazioni dell’Isis uccidendo 35 jihadisti. Nelle stesse ore le forze di sicurezza turche hanno compiuto retate in 16 province, arrestando 290 individui sospettati di appartenere a varie organizzazioni terroristiche, tra cui Abu Hanzala, importante leader di Al Qaeda. Una squadriglia di caccia-bombardieri turchi ha colpito gli obiettivi dell’Isis dallo spazio aereo di Ankara, senza penetrare in quello siriano.

Una rappresaglia per l’uccisione di un militare di Ankara al confine con la Siria e per la strage di lunedì scorso a Suruc, in cui un kamikaze aveva ucciso 32 giovani turchi e curdi. Nelle stesse ore dei raid, 5mila agenti di polizia, con elicotteri e forze speciali, hanno effettuato irruzioni in 26 quartieri di Istanbul, in oltre 100 edifici sospettati di ospitare jihadisti dell’Isis e dei miliziani curdi del Pkk.

Gli attacchi degli F-16 contro l’Isis rappresentano “un passo diverso” che Ankara ha dovuto intraprendere a causa dei “cambiamenti nel nord della Siria”, ha spiegato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Erdogan ha spiegato che la base aerea turca di Incirlik potra’ essere impiegata dalla coalizione anti-Isis, sia pure “in una certa cornice” di regole, a conferma dell’impegno assunto con Barack Obama di combattere insieme contro la minaccia del Califfato. Commentando le retate antiterrorismo, il presidente turco ha assicurato che proseguiranno le “azioni decisive” contro l’Isis e i militanti curdi e di sinistra che dovranno deporre le armi o “pagarne le conseguenze”.

L’uso della base aerea Incirlik, costruita dagli americani nel 1951 e che ospita truppe turche, americane e britanniche e decine di aerei da guerra, rappresenta una svolta nella strategia Usa contro l’Isis, perchè è molto più vicina alla roccaforte dei jihadisti a Raqqa ed è la più grande base Usa nella regione. Usata contro Saddam Hussein nella prima Guerra del Golfo del 1991, finora il governo turco aveva sempre opposto un netto rifiuto alla base di Incirlik, nel sud-ovest del Paese, per far decollare gli aerei da guerra della coalizione a guida Usa che dallo scorso 23 settembre bombardano le roccaforti Isis in Siria. Ora i due attacchi a opera dei jihadisti contro cittadini turchi hanno fatto cambiare idea a Erdogan, finora accusato di aver invece favorito il gruppo del califfo Abu Bakr al Baghdadi, pur di ottenere la caduta di Bashar Assad. (AGI)

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