(Recensione di Eva Cabras per “storiadeifilm.it“) – “Unfriended” è un Un film di Levan Gabriadze, con Shelley Hennig, Renee Olstead, Will Peltz, Courtney Halverson e Jacob Wysocki. Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane lo scorso 15 giugno.
Laura Barns è una giovane e popolare ragazza che frequenta un liceo di Fresno, California. Durante una serata a base di alcool e brutte figure, uno dei suoi amici gira un video talmente umiliante da spingere la ragazza a suicidarsi. A un anno di distanza dalla sua morte, Blaire e i suoi compagni si ritrovano su Skype per una chiaccherata, ma un anonimo e ben informato utente si insinua nella conversazione e tenta di mettere gli uni contro gli altri. L’obiettivo dell’inquietante intruso è uno solo, ma ognuno dei personaggi coinvolti dovrà fare i conti con le proprie malefatte.
Leggendo la trama di Unfriended non si rimane certamente affascinati dalla sua particolare voglia di innovazione, ma se spostiamo il focus sulla sua realizzazione potremmo avere qualche brivido di curiosità. Questo piccolo film del 2015, e per piccolo s’intende low budget, si svolge infatti interamente sullo schermo di un computer. Lo schermo in questione è quello della protagonista Blaire, liceale come tante che si ritrova a conversare con i propri amici su Skype. L’antefatto risale a un anno prima, quando una cara amica della ragazza si suicida in seguito alla pubblicazione di un video che la ritrae devastata alla fine di una festa. Nell’anniversario della scomparsa di Laura, un utente sconosciuto si intrufola nella chat del gruppo e inizia lentamente a mettere zizzania, ponendo domande scomode e facendo rivelare a tutti i propri sordidi segreti. Dietro all’anonimo stalker si cela la defunta Laura, che non fa altro che vendicarsi per la sua pubblica umiliazione, usando tutti i mezzi social a sua disposizione.
Ecco quindi che nasce e, presumibilmente, prolifica un nuovo genere di horror: la celebrazione della quotidianità in tempo reale, con tutto ciò che ci tiene attaccatti allo schermo dei pc per una quantità sempre maggiore di ore ogni giorno. Facebook, Skype, mail, Youtube e quant’altro, tutto messo al servizio del più classico dei revenge movie, dove la vittima di turno si accanisce senza sosta contro i propri carnefici. L’utilizzo sistematico ed esclusivo delle webcam ha dato frutti inaspettati, facendo di Unfriended un… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).
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