2 Luglio 2015

Stati Uniti, Pentagono: “Non solo Isis, anche Cina e Russia hanno assunto posizione aggressive”

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Gli Stati Uniti devono fronteggiare “una bassa ma crescente” possibilità di un conflitto con un’altra grande potenza, che avrebbe conseguenze “immense”. E’ quanto si avverte nella National Military Strategy 2015, il documento che illustra le strategie per proteggere e far avanzare gli interessi di sicurezza degli Stati Uniti, in cui si evidenziano le posizioni aggressive e di minaccia assunte da Cina e Russia.

(wikipedia.org)

(wikipedia.org)

La Russia, da quanto si legge nella strategia presentata dal generale Martin Dempsey, capo degli Stati Maggiori Riuniti, “ha ripetutamente dimostrato che non rispetta la sovranità dei suoi vicini. Le sue azioni militari minacciano la sicurezza regionale direttamente ed attraverso le forze collegate” conclude con un riferimento alle forze filorusse in Ucraina. Diversa la situazione per quanto riguarda la Cina: per il Pentagono “le sue attività stanno alimentando la tensione nella regione Asia-Pacifico”. Il riferimento è alla costruzione di isole artificiali su barriere coralline, a migliaia di chilometri dalla costa cinese, pur di rivendicare la territorialità dell’80% del Mar Cinese Meridionale seguendo la dottrina militare della “linea dei nove punti”, in contrasto con le nazioni vicine, Giappone, Filippine, Vietnam, tra le altre.

Anche Corea del Nord e Iran, con cui la diplomazia americana è impegnata nell’ultimo sforzo negoziale per ottenere un accordo sul nucleare, preoccupano i militari americani: Teheran è fonte di preoccupazione, non solo per il suo programma nucleare ma anche per essere sponsor di gruppi terroristici nella regione mediorentale.

Il documento è stato accolto con “rammarico” da Mosca. “L’emergere di tale linguaggio nel documento testimonia un atteggiamento di contrapposizione, privo di qualsiasi obiettivita’ nei confronti del nostro Paese, anche nel lungo termine”, ha lamentato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha rivolto un appello alla cooperazione internazionale, ribadendo che da soli gli Usa non possono risolvere nemmeno uno dei conflitti in corso.

Ma specifiche minacce a parte, quello che colpisce di più del documento è il tono, tra il triste e il rassegnato, con cui il generale Dempsey registra una diminuita capacità degli Stati Uniti di esercitare una superiorità militare in un mondo drasticamente cambiato. “Il disordine globale è aumentato mentre alcuni dei nostri vantaggi hanno cominciato ad erodersi”, ha detto Dempsey rispondendo alle domande dei giornalisti. Nel documento del 2011, per esempio, la Russia compariva ben poco.

Dumpsey ovviamente ha parlato a lungo anche delle minacce che arrivano non da stati tradizionali, ma da gruppi ed entità transregionali autoproclamate, come appunto lo Stato Islamico. “L’ambiente in cui garantire la sicurezza globale è il più incerto che io abbia visto in 40 anni di servizio”, ha detto, sottolineando come anche le nuove tecnologie hanno stravolto, accelerato e amplificato i potenziali conflitti. “I futuri conflitti avverranno più rapidamente, dureranno di più e si svolgeranno su un terreno di battaglia sempre più tecnologizzato – ha scritto Dempsey – ed avranno implicazioni crescenti per il nostro territorio nazionale”. Un’ultima frase che sembra riportare alle minacce terroristiche di gruppi estremisti che “costituiscono una minaccia immediata alla sicurezza transregionale, unendo tecnologie facilmente disponibili ad ideologie estremiste”. (ADNKRONOS)

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