1 Luglio 2015

Meno scioperi nel 2014, ma crescono quelli generali. Triplicate le sanzioni

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Conflittualità in calo nel 2014 nei servizi pubblici essenziali, ma raddoppiano gli scioperi generali. Triplicate anche le sanzioni contro gli scioperi illegittimi. E’ il Garante sugli scioperi, Roberto Alesse, al suo ultimo mandato ai vertici dell’Autorità, a misurare il livello di scontro nel Paese che testimonianza una “crescente tensione politico-sociale”.

(tg24.sky.it)

(tg24.sky.it)

Sono scese a 2.084 infatti le proclamazioni di sciopero nei servizi pubblici essenziali (1.233 quelli effettivamente svolti) rispetto alle 2.338 dell’anno precedente ma è più che raddoppiata la proclamazione di scioperi generali, 17 contro i 7 del 2013. In calo invece le proteste regionali e provinciali, si legge nel Report presentato al governo e Parlamento. Sostenute dunque anche le sanzioni che passano a 320mila500 euro nel 2014 contro i 113mila700 del 2013 per il mancato rispetto della normativa sugli scioperi e per scioperi illegittimi.

E tra i settori a più alto indice di conflittualità si conferma quello del Trasporto pubblico locale, che assieme a quello dell’igiene ambientale e ai servizi delle pulizie detengono saldamente il primato nella proclamazione degli scioperi nel 201:per oltre 331 volte infatti i lavoratori hanno incrociato le braccia. Lotta dura anche nel trasporto aereo con 182 stop, il 10% in più di quanto proclamato nel 2013, e nel settore ferroviario che ha indetto 143 scioperi incrementando del 30% la protesta effettuata l’anno precedente. Al centro delle proteste quasi esclusivamente i rinnovi dei contratti, il livello del salario e l’occupazione.

Ed è proprio il potere sanzionatorio a dover essere, per il Garante, rafforzato come dimostrano alcune vicende accadute di recente. I poteri attuali infatti, dice, “rispetto ad alcuni comportamenti abnormi, non fungono da deterrente sufficiente nei confronti di tutti i protagonisti del conflitto, comprese, ovviamente, le amministrazioni e le aziende”. Per questo il Garante guarda alla possibilità di arrivare anche a sanzioni individuali per i singoli lavoratori per impedirebbe forme di elusione da parte dei datori di lavoro, ai quali, “è affidata, nell’ambito del proprio potere disciplinare, l’individuazione e la quantificazione delle sanzioni”, spiega ancora Alesse che ribadisce anche la proposta presentata nei giorni scorsi diinserire il referendum tra i lavoratori per validare la proclamazione di uno sciopero.

La chiave per una gestione effettiva della conflittualità comunque, passa, per Alesse, dalla “concertazione” con sindacati e aziende per “raffreddare” il conflitto e poter prevenire le azioni di protesta. La concertazione, infatti, ribadisce, “non è un capriccio nè un modo per rievocare i riti del passato o per esaltare forme, anche individuali, di protagonismo politico ma è, a volte, un dirompete bisogno, un metodo per individuare soluzioni concrete e ragionevoli e sbloccare o quantomeno raffreddare quelle vertenze in cui la situazione di stagnante incertezza finisce per alimentare il conflitto”, spiega.

E il Garante difende anche il sindacato rispondendo indirettamente alle parole con cui il premier, Matteo Renzi, aveva auspicato la creazione di un sindacato unico. Le organizzazione dei lavoratori infatti, dice, “se da una parte deve essere in grado di raccogliere la sfida della modernità, senza retorici condizionamenti del passato” dall’altra non possono essere “ridicolizzate” quando il sistema politico istituzionale “invoca rischiose reductiones ad unitatem, sulla base del presupposto antidemocratico che la pluralità delle articolazioni sociali è un “lusso” che non ci possiamo più permettere”.

Ma il Garante risponde anche a Cgil, Cisl e Uil spesso in contrasto con le decisioni del Garante: basta attacchi contro l’Autorità perchè “lacerano di proposito il tessuto istituzionale per assoggettarlo a logiche di pensiero irresponsabili e destabilizzanti”, conclude. (ADNKRONOS)

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127