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19 Maggio 2015

Liceo di Luino, sabato il secondo aperitivo letterario: “Il dialetto d’avanguardia” con Franco Loi e Davide Ferrari

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Il Liceo Scientifico “Vittorio Sereni” di Luino e l’Associazione “Amici del Liceo”, in collaborazione con “Unonessunocentomila” e con il patrocinio della Città di Luino, organizzano il secondo aperitivo letterario al liceo. L’ iniziativa si svolgerà sabato 23 maggio alle 17.30 al liceo “Sereni” (ingresso da Via Lugano 24 a Luino). Interverranno, con un dialogo ed un reading, Franco Loi e Davide Ferrari.

Il Liceo di Luino (Foto © Cristina Nalbandian - facebook.com)

Il Liceo di Luino (Foto © Cristina Nalbandian – facebook.com)

“Il dialetto d’avanguardia”, secondo aperitivo letterario al Liceo di Luino. L’occasione di questo aperitivo letterario sono le celebrazioni del cinquantesimo dalla fondazione del liceo “Sereni” di Luino e dei trent’ anni degli Amici del Liceo. La scuola si apre alla poesia e all’incontro con gli autori, in orario extrascolastico, per creare momenti di condivisione culturale e sociale di qualità. Dopo il successo di pubblico del primo incontro, questa volta interverranno Franco Loi e Davide Ferrari. 

La scrittura dialettale messa a confronto tra un maestro della poesia Italiana come Franco Loi, con un giovane poeta che ha trovato nel dialetto la voce intima e autentica di incontro con il reale, Davide Ferrari. Si propone un reading e un dialogo sulla ricerca linguistica e la prossimità con il quotidiano come fondamento di una voce e uno sguardo poetico. “Sono davvero contento di ospitare al liceo un noto poeta di livello nazionale come Franco Loi e una giovane promessa della poesia dialettale come Davide Ferrari – afferma il presidente degli Amici del Liceo Nunzio Mancuso – l’incontro sarà di sicuro di grande qualità e per questo invito tutta la cittadinanza a partecipare”. Al termine dell’ incontro sarà offerto ai presenti un aperitivo.

Franco Loi. Nella sua opera poetica ha assunto il dialetto meneghino come il crogiolo di un più complesso espressionismo linguistico, talvolta animato anche di una risentita passione politica, mescolando elementi di varia provenienza, talvolta rielaborati e reinventati per piegarli alle sue esigenze espressive. È autore di numerose raccolte poetiche in cui ha saputo fondere una poesia di ampio respiro narrativo e improvvisi slanci lirici. Nei suoi testi Loi usa un dialetto milanese molto aperto alle contaminazioni, intrecciando voci diverse: dal dialetto milanese della tradizione letteraria al gergo dialettale proletario e sottoproletario non solo milanese, dagli arcaismi ai forestierismi, fino ai neologismi e alle sue personali invenzioni, ottenendo un impasto linguistico di forte originalità espressiva, che spesso si nutre di polemica sociale e talora anche politica. A partire da Stròlegh, uno sguardo penetrante e insieme visionario nel mondo operaio e popolare della Milano anni Quaranta e Cinquanta, cui hanno fatto seguito Teater (1978), in cui come suggerisce il titolo tutto si svolge come su una scena teatrale, L’angel, una sorta di romanzo in versi in cui compaiono anche passi in genovese, emiliano e romanesco, L’aria (1981), Bach (1986), Liber (1988), la sua ricerca ha recuperato con uguale efficacia e originalità l’epica popolare e l’intimismo lirico. Ha realizzato ancora: Memoria(1991), Umber (1992), Arbur (1994), Amur del temp (1999), Isman (2002), Aquabella (2004). Nel 2005 ha pubblicato Aria de la memoria, un’antologia delle poesie scritte tra il 1973 e il 2002. Con Voci d’osteria (2007) ha messo in forma poetica il copioso materiale raccolto nel tempo ascoltando le voci della gente comune, ovunque ci fossero ancora persone in grado di parlare in dialetto milanese, mezzo espressivo da sempre ritenuto straordinariamente capace di cogliere il carattere degli uomini e il senso della vita. Autore anche di una raccolta di saggi (Diario breve, 1995) e di racconti (L’ampiezza del cielo, 2001), nel 2010 ne è stata edita l’autobiografia Da bambino il cielo, a cura di M. Raimondi, mentre nel 2012 sono state pubblicate la raccolta poetica I niül e il testo La luce della poesia, articolata riflessione sull’essenza di questo genere letterario.

Davide Ferrari: attore, regista, autore. Estende l’esperienza artistica a contesti sociali e professionali come veicolo per migliorare e stimolare la comunicazione, la creatività e la conoscenza individuale e di gruppo. Si occupa di teatro, scrittura creativa, poesia e formazione presso enti privati e pubblici. Pubblica Missing Link (O.M.P. Edizioni, 2010), la raccolta di poesie autoprodotta Anime arrangiate (2010) e la silloge La cenere dei bordi (Subway Edizioni, 2013), il poemetto Eppure c’è una meta per quel fiato di universo (Subway Edizioni 2014) – testo vincitore per l’Italia del concorso internazionale Pop Science Poetry organizzato dal CERN di Ginevra e tradotto i 6 lingue. La silloge La cundensa di penser, scritta in dialetto pavese, uscirà nel 2015. Conduce laboratori di teatro e scrittura creativa con i detenuti della Casa Circondariale di Pavia e di Voghera dove dirige la compagnia Maliminori composta da attori detenuti (maliminori.it). Ha studiato alla scuola per attori del Teatro G. Fraschini di Pavia e alla Scuola di Scrittura Creativa Flannery O’Connor di Milano. Ha organizzato e partecipato a reading in Italia e all’estero.

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