11 Marzo 2015

Pronto un Piano nazionale per la lotta al dissesto idrogeologico, ma il 90% delle opere da progettare

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E’ pronto un Piano nazionale per la lotta al dissesto idrogeologico che comprende settemila opere e necessità per 21 miliardi. Lo Stato per i prossimi 7 anni è pronto a mettere subito in campo 9 mld, ma il 90% di queste opere deve essere ancora progettato “perchè il ritardo è enorme”. A dirlo ieri è stato il coordinatore della struttura di missione di Palazzo Chigi Italia Sicura, Erasmo D’Angelis, nel corso di una conferenza stampa. A brillare, nella situazione italiana, il lavoro di Regione Puglia.

(giornalettismo.com)

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Il Piano nazionale per la lotta al dissesto idrogeologico: la situazioni nelle regioni italiane. La Regione Puglia, in questo senso, è un’eccezione: non solo è la prima ad aver già approvato il Piano Paesaggistico – anche la Toscana si appresta a vararlo il prossimo 17 marzo – che le Regioni devono redigere fin dal 2004, ma ha speso quasi tutti i 210 milioni che ha in parte stanziato, in parte le sono stati dati in dotazione proprio per la cura del territorio. Su 85 interventi previsti, infatti, 80 sono già in fase di gara o di cantiere, “ed entro la fine del mio mandato voglio appaltare il 100% delle opere”, ha assicurato il governatore della Puglia, Nichi Vendola. A fronte della solerzia della Puglia e di altre come Emilia e Toscana, ci sono Regioni, ha denunciato D’Angelis, “come Campania e Calabria, che non hanno investito un euro per opere e interventi per il dissesto idrogeologico” e altre che si pongono a metà strada.

La soddisfazione di Nichi Vendola e le parole di Erasmo D’Angelis, coordinatore di “Italia Sicura”. “Io sono sempre critico verso il Governo – ha detto Vendola, nel corso del suo intervento – ma questo è un caso straordinario di sinergia positiva con la Struttura di Missione: abbiamo messo a fuoco programmi e prospettive e da parte della Struttura di Missione c’è stato un accompagnamento importante. Anche nel Gargano – ha concluso Vendola – dove gli interventi erano stati conclusi l’alluvione non ha recato pregiudizio alle cose e agli esseri umani. Ne siamo orgogliosi”. “L’ottima pianificazione urbanistica è la prima regola per contrastare il dissesto che sconquassa il territorio”, ha detto Erasmo D’Angelis, coordinatore della Struttura di Missione di Palazzo Chigi #italiasicura contro il dissesto idrogeologico. “Italia – ha aggiunto – deve uscire dall’incubo alluvione e entrare nella fase della pianificazione. Entriamo in una nuova stagione in cui la Puglia è il simbolo di ciò che bisogna fare”.

Il Piano nazionale prevede opere e interventi per 7 mila opere, in cui la parte del leone la fa Genova, ma sono previste opere a Milano, a Firenze e nella Toscana centrale, a Messina, solo per citare le maggiori. Si tratta di opere di rinaturalizzazione e della creazione di canali scolmatori e casse di espansione; sono opere validate dalle autorità di bacino e dalla Protezione civile.

Il 90% delle opere e degli interventi necessari sono ancora da progettare. “La sorpresa amara – ha concluso D’Angelis – è che il 90% sono ancora da progettare. Quelle cantierabili siamo in grado di finanziarle. E’ insomma partita la prevenzione che serviva all’Italia”. Le risorse necessarie arriveranno dai Fondi di Coesione e sviluppo del ciclo 2014-20 e da fondi regionali ed europei. “Abbiamo pensato – ha commentato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola – fosse cruciale ingaggiare una battaglia storica contro il dissesto idrogeologico. Abbiamo un record di cui siamo orgogliosi: siamo riusciti a impegnare quasi tutti i soldi destinati agli 85 progetti di lotta al dissesto, mancano all’appello solo gli ultimi 5 progetti, saranno appaltati nel giro di poche settimane. Il territorio ha bisogno di cure”. (ANSA)

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