6 Marzo 2015

Lavoro, in aumento le donne occupate: sono il 58,9% dei laureati anche se solo il 16,9% è all’interno di Cda

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Performance aziendali migliori se le donne nel Cda sono tre o più, ma ad oggi  “le quote rosa” al vertice di un’azienda costituiscono solo il 16% del totale in Italia. Un dato che contrasta con quello dell’istruzione: le donne, infatti, rappresentando il 58,9% di tutti i laureati d’Italia e il 53,3% dei dottori ricerca. Lo rileva, in vista della Festa della Donna, l’Università Niccolò Cusano che lancia l’infografica “Le conquiste delle donne in Italia nell’impresa, in politica e nell’università”. Inoltre, il Rapporto Donne 2015 di Manageritalia evince che sono in aumento le donne occupate nonostante la crisi: +6,2% negli ultimi dieci anni contro il -3,9% per gli uomini.

(tgcom24.mediaset.it)

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Le donne meglio degli uomini sia sul lavoro che negli studi. I dati sono stati raccolti dalle Facoltà di Scienze Politiche e di Economia dell’Unicusano. La più alta concentrazione di presenze femminili nei Cda si registra al Nord con il 63%, mentre cala drasticamente al Centro con il 30% e al Sud con solo il 7%. Fanalino di coda il Molise e la Calabria che registrano una percentuale di donne nelle stanze del potere pari allo 0,1%. Così, se all’interno dei Consigli di Amministrazione sono presenti tre o più donne si registrano performance migliori.

Aumentano le donne occupate nonostante la crisi. Si registra un +6,2% negli ultimi 10 anni contro il -3,9% per gli uomini, un incremento che si registra anche nelle posizioni di vertice. E’ quanto emerge dal Rapporto Donne 2015 di Manageritalia, sviluppato in collaborazione con AstraRicerche e JobPricing. Nel settore privato oggi il 15,1% dei dirigenti e il 28,4% dei quadri è donna. Siamo ancora lontani dall’Europa (25% le dirigenti nel privato), ma in recupero. Le donne rappresentano negli ultimi anni il 44% dei cervelli in fuga. Il rapporto evidenzia che a livello regionale le dirigenti sono in percentuale più presenti nel Lazio (19,7%) e Lombardia (17,1%). Idem per i quadri, dove spiccano il 32,3%, del Lazio, seguito da Sardegna(31,6%), Valle d’Aosta (30,7%) e Lombardia (30%). A livello provinciale le dirigenti sono percentualmente più presenti a Pavia (250, 28,6%), Roma (3.368, 20,1%, nona posizione) e Milano (6.439, 17,9%, 13esima). Il settore economico più rosa è nel privato, Sanità e assistenza sociale (42,2% donne dirigenti e 50,8% quadro), ultimo Costruzioni (7,8% donne dirigenti e 14,9% quadro). A livello di ruolo in aumento le donne che operano nel general management (25,9% dirigenti e 13,7% quadri). Anche il divario retributivo si va assottigliando. A livello generale, invece la retribuzione annua lorda media delle donne (27.890 euro) è inferiore del 6,7% a quella degli uomini (29.891 euro). 

E la presenza delle donne in ambito universitario ed in politica? I professori associati donne sono solo il 35% e i professori ordinari il 21,1%. Ancora peggio in politica: l’Italia compare solo al 32esimo posto della classifica di presenza femminile in Parlamento con il 31% di donne alla Camera. In materia di presenza femminile in Parlamento fanno decisamente meglio il Rwanda, che si piazza al primo posto in assoluto con il 63,8%, la Bolivia al secondo posto con il 53,1% e Andorra al terzo posto con il 50%. Sul podio europeo figurano invece la Svezia con il 43,6% di donne che siedono alla Camera, la Finlandia con il 42,5% e l’Islanda con il 41,3%.

Dal 1874 ad oggi le donne hanno mietuto conquiste. L’infografica passa in rassegna una serie di eventi indicativi che hanno visto le donne diventare sempre più protagoniste della scena sociale come l’elezione nel 1976 di Tina Anselmi, primo ministro donna della Repubblica; o l’introduzione della legge sulla parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro nel 1977. Ultimo evento in fatto di tempo è la presenza di Samantha Cristoforetti nella Missione Futura, la prima donna italiana a varcare la soglia dello Spazio. (ADNKRONOS)

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