1 Gennaio 2015

Farmaci: in Italia, a causa della crisi, diminuisce il numero di sperimentazioni cliniche di medicinali

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L’effetto crisi non risparmia la ricerca sui farmaci. In Italia come in Europa cala il numero delle sperimentazioni cliniche di medicinali. Nel Belpaese nel 2013 sono state 583 quelle autorizzate dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) su un totale di 623 valutate.

(improntaunika.it)

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Il calo delle sperimentazioni cliniche di medicinali: nel 2012 erano 697, 114 in più rispetto al 2013. In epoca appena ‘pre-recessione’, cioè nel 2008 si era toccato il record di 880, la quota più alta dal 2000. Ma in Europa non è andata meglio: nel 2013 gli studi, secondo le statistiche Unione Europea (fonte EudraCT) erano 3.383, 560 in meno di quelli registrati nel 2012 (3.943) e lontani dai 4.609 del 2009. E’ il trend fotografato dal 13esimo Rapporto nazionale sulla sperimentazione clinica dei medicinali in Italia 2014, pubblicato online dall’Aifa e basato su dati relativi al periodo che va da gennaio 2009 a dicembre 2013, ottenuti con elaborazioni incrociate dal database interno Aifa e dalla banca dati EudraCT.

Le cause sono da attribuire alla crisi economica. “La crisi economica globale – si legge nella sintesi che presenta il rapporto – ha portato nel corso del 2013, a un netto decremento del numero delle sperimentazioni cliniche e del numero stesso dei pazienti arruolati in Europa; tuttavia, nonostante l’inevitabile fase di adattamento collegata all’introduzione in Italia di nuove normative e anche se i dati numerici degli studi, in termini assoluti, sono in calo rispetto al triennio 2007-2009, il nostro Paese ha mantenuto le proprie quote nel settore della ricerca”. Tanto che complessivamente l’Italia detiene una quota pari al 17,2% della ricerca interventistica farmacologica in Ue, in linea rispetto agli anni precedenti.

I grandi cambiamenti normativi sulle sperimentazioni cliniche di medicinali. Il 2013, spiega l’Aifa, è stato un anno “di grandi cambiamenti normativi, con forte impatto sull’operatività quotidiana dei principali attori della sperimentazione clinica (passaggio ad Aifa come Autorità competente ai sensi della L. 189/2012, ‘riorganizzazione’ dei Comitati Etici in base al DM 8.2.2013). Nel Paese comunque si evidenzia “un incremento della sperimentazione di fase I, che si attesta per la prima volta al di sopra del 10% sul totale delle sperimentazioni cliniche, con un netto aumento in termini di valore assoluto. Si tratta prevalentemente di studi in campo onco-ematologico, che dimostrano come l’Italia venga scelta per centri clinici di eccellenza in quest’area terapeutica”, rileva l’Aifa. L’area terapeutica più rappresentata nella ricerca clinica rimane l’oncologia (neoplasie: 35%) seguita a forte distanza dal cardiovascolare (8,6%), malattie del sistema nervoso (6,9%) e malattie del sistema ematico e linfatico (5,1%). (ADNKRONOS)

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