16 Dicembre 2014

Matteo Renzi, Beppe Grillo ed il primato sui social network

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(Articolo di Daniele Foderà) – Un’analisi che è andata a studiare l’uso dei social network da parte di due leader dal calibro di Matteo Renzi e Beppe Grillo. Il web continua ad essere sempre più uno strumento molto importante per il mondo della politica, sia per l’immediatezza dei messaggi sia per il coinvolgimento degli elettori italiani presenti sui social network. Il premier Renzi, nonché segretario del Partito Democratico, e il leader-fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, stanno sfruttando al meglio questi strumenti.

(blitzquotidiano.it)

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Indiscussi protagonisti del panorama politico italiano, Matteo Renzi e Beppe Grillo hanno compreso e sfruttato al meglio il potenziale del web, contribuendo forse ad aumentarne il peso strategico in politica. Grillo prima e Renzi poi, hanno imposto un nuovo linguaggio, dalla semantica al lessico, dalla dialettica ai contenuti. “Tutti a casa” o “Cambia verso” sono ormai facilmente riconducibili al leader di riferimento, diventando dei veri e propri slogan.

Il leader 5 Stelle si muove tra il neo-televisivo e il crossmediale, utilizzando i nuovi media come megafono del suo messaggio nei modi tipici della logica televisiva. Renzi, invece, è totalmente crossmediale. Sfrutta la reciproca dipendenza tra televisione e web, laddove la prima detta l’agenda mentre il secondo contribuisce alla costruzione della discussione pubblica. In quella discussione, on line Renzi si relaziona direttamente con il suo pubblico. Sa bene che i social media devono essere uno strumento di semplificazione del suo messaggio. Si pensi al massiccio utilizzo di infografiche e slide che, nate per una forte “viralizzazione” sul web, sono state riprese anche da tv e quotidiani, diventando strumento di sintesi del suo programma d’immediata presa sui navigatori del web.

Lo schema comunicativo di Grillo si fonda sulla capacità di incanalare grazie a Facebook, Twitter e piattaforme analoghe, migliaia di utenti del web verso un unico, grande blog: beppegrillo.it, megafono del leader, piattaforma politica, sito d’informazione e vademecum della community. Uno spazio progettato per dar risalto al pensiero del movimento, facile da capire e da condividere. E da contrapporre a ciò che è vecchio e corrotto, quindi nemico. Il sito, conforme alla visione del mondo del M5S, offre semplici ma chiarissime generalizzazioni: onesti e disonesti, buoni e cattivi. Una strategia che ha contribuito a fare di beppegrillo.it il primo blog per visite e influenza in Italia e che ha fatto del Movimento 5 Stelle un soggetto politico determinante anche in parlamento.

Se prendiamo in esame il seguito dei due leader nelle piattaforme social con più iscritti in Italia, vediamo che, al 26 novembre 2014, Grillo detiene il primato dei “mi piace” su Facebook con 1.722.619 contro i 760.520 di Renzi. Minimo, invece, il distacco in termini di followers su Twitter: 1,63 Mln Grillo e 1,48 Mln Renzi.

Se spostiamo l’attenzione dal “quanti ne raggiungo” al “come li raggiungo”, vediamo strategie comunicative profondamente diverse. Grillo produce un gran numero di tweet (32.100 al 14/12) ma raramente è “originale”, quasi sempre ripropone contenuti altrui o link a contenuti prodotti altrove. Renzi, invece, si distingue per un uso accorto e personale del cinguettio (4.153 al 14/12), tweet più rari e dalla maggiore esposizione mediatica. Inoltre si tratta spesso di messaggi in “real time” abbinati a foto o documenti che dimostrano, cosa non da poco, che il profilo è gestito direttamente da Renzi. Il leader dei 5 stelle ha un forte seguito ma utilizza i suoi followers come amplificatori, non risponde mai. Renzi invece mantiene sempre una qualche forma di interazione con il suo pubblico. Celebre l’esempio di #matteorisponde: appuntamento on line dove chi twitta con quell’hashtag può ottenere una risposta via webcam.

Ma è il fattore emotivo la carta vincente della comunicazione socialRenzi ha compreso la necessità di proporre, anche in rete, un sogno, una speranza. Alterna battute e temi seri, autocritica e speranza. Parla alla sua generazione e ai più giovani, quell’elettorato migrato al M5S. Lo fa con precise tecniche dello “storytelling” e con parole come orgoglio, dignità e coraggio, vere e proprie tags che rimbalzano su vecchi e nuovi media. Ha raccolto il desiderio di riscatto e ne ha fatto una proposta elettorale rassicurante, capace di sedurre e conquistare. Beppe Grillo ha invece puntato alla pancia degli elettori leggendo e guidando sui social media principalmente 2 trend: rabbia e paura. Il superamento di queste emozioni negative, possibile solo attraverso la proposta di nuovi modelli e strumenti di partecipazione politica, porterà (nella proposta del movimento) a un nuovo sistema di E-democracy e E-government.

Smart, visionari e con una spiccata vocazione maggioritaria, entrambi vantano staff abili e altamente professionalizzati. Ma a proposito della strategia “social-mediatica”, Renzi sembra colui che ingaggia gli esperti al suo servizio mentre Grillo appare come quello ingaggiato dagli esperti al servizio del progetto politico. Il vero influencer di professione è infatti l’altro co-fondatore del M5S, il “guru” Gianroberto Casaleggio. Con la sua Casaleggio Associati “ha la missione di sviluppare consulenza strategica di Rete”, “dispone di competenze specifiche […] della conoscenza del territorio di applicazione […] delle tendenze e delle best practice” poiché “una strategia di Rete presuppone una visione di insieme in cui modelli di business e web marketing siano valutati congiuntamente.” Eppure Renzi sembra confermarsi uno dei migliori a coniugare i social media con la vita politica di tutti i giorni mentre dalla battaglia dei numeri, in rete, l’opinion leader rimane Grillo.

Ma alla luce dei risultati nelle ultime elezioni regionali, per tutti sarà opportuno capire meglio quella cittadinanza, probabilmente molto attiva sui social media, diventata protagonista astenendosi dal voto.

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