7 Dicembre 2014

Italia, 200 milioni di euro per il progetto di Renzo Piano sulle periferie. Rientrerà nella legge di stabilità

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Matteo Renzi stanzierà, a quanto si apprende, 200 milioni per dare il via al progetto di “rammendo” delle periferie sul quale è impegnato il senatore a vita Renzo Piano. Lo stanziamento, che sarà inserito nella discussione della manovra al Senato, farà partire il progetto di recupero delle periferie urbane come risposta al degrado e alle violenze. Con la legge di stabilità si punta a far partire il progetto proprio in un momento in cui molte periferie delle città, a partire da Roma, rischiano di incendiarsi tra malessere dovuto alla crisi sociale e tensioni con gli immigrati.

(siciliajournal.it)

Il quartiere Librino, a Catania (siciliajournal.it)

Un progetto per le periferie partito dagli stipendi di senatore a vita di Renzo Piano. L’architetto Renzo Piano ha deciso di devolvere il suo stipendio di senatore a vita per mettere in piedi un progetto che vuole ridare vita alle periferie delle città perché “è lì – ha sostenuto Piano in alcune interviste – che c’è la vera energia di una città”. Un’idea che è piaciuto al premier che nei mesi scorsi ha incontrato Piano a Palazzo Chigi. “Dobbiamo occuparci della città che sarà – continua Piano -. La bellezza naturale del nostro Paese non è merito nostro, quella antropizzata dei centri storici neppure, visto che ci è stata lasciata in eredità. Quello che può essere merito nostro è migliorare le periferie, che sono la parte fragile della città e che possono diventare belle”.

Una serie di piccoli interventi per riqualificare quartieri periferici di Roma, Torino e Catania, firmati da sei architetti, da lui coordinati. I sei giovani architetti Michele Bondanelli, Eloisa Susanna, Roberto Giuliano Corbia, Roberta Pastore, Federica Ravazzi e Francesco Lorenzi, sono stati nominati dopo un concorso via internet, tra 600 candidati. Per un anno hanno fatto squadra, sotto il nome G124 come il numero di stanza del senatore Piano. E ora svelano quello che sono riusciti a fare in 12 mesi di lavoro, assistiti da tre tutor: Massimo Alvisi, Mario Cucinella e Maurizio Milan.

Sono tre i progetti di riqualificazione delle periferie realizzati dal gruppo G124. Il primo a Torino, in Borgata Vittoria, quartiere residenziale dove dagli anni ’50 abitano famiglie di operai della Fiat. Da allora quelle case sono diventate dormitori, senza neppure un luogo di incontro. Il rammendo qui ha significato semplicemente ridare vita a un giardino pubblico, che era stato costruito sopra un parcheggio interrato e da tempo abbandonato. Nel progetto anche la bonifica di una scuola, un prato da destinare a campo calcio e un marciapiede-lavagna tutto da colorare. Il secondo progetto nasce a Roma, dove l’intervento ha riguardato il viadotto dei Presidenti nella zona Nuovo salario (pensato negli anni ’90 come asse di collegamento tra Roma Nord e Roma Sud attraverso una ferrovia leggera) trasformato in una sorta di high line newyorkese con tanto di pista ciclabile, un corridoio circondato da piante dove camminiare e una piazza dove incontrarsi. Il terzo è a Catania, precisamente nel Campo San Teodoro di Librino, ricettacolo della malavita, luogo di spaccio dove da tempo gli abitanti denunciavano di sentirsi abbandonati, esclusi, considerati serbatoio di voti e nello stesso tempo cittadini di serie B. Quello che G124 ha fatto è stato restituire ai cittadini una palesta finora occupata dall’associazione Briganti del rugby, ma praticamente inutilizzata perché il comune non rilasciava l’autorizzazione. Al centro sportivo, nel progetto, si collega anche uno spazio all’aperto utilizzato per orti sociali. (rainews.it)

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