5 Dicembre 2014

Luino ospita cinque profughi provenienti da Lampedusa. Bragnuolo, segretario del circolo Pd: “Molto soddisfatto della decisione”

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E’ dal 25 novembre che il Comune di Luino, in collaborazione con la Prefettura di Varese ed il Ministero dell’Interno, sta ospitando cinque profughi di origini africane. I cinque migranti sono stati trasferiti dal centro di accoglienza di Lampedusa in un albergo cittadino. Si tratta di giovanissimi ragazzi che verranno ospitati in questa struttura luinese per un periodo di sei mesi. Il segretario del Pd di Luino, Stefano Bragnuolo, si è detto molto soddisfatto della scelta fatta da “questa amministrazione locale, marcatamente guidata da Fratelli d’Italia e dalla Lega Nord.”

Stefano Bragnuolo, segretario del Circolo del Partito Democratico di Luino

Stefano Bragnuolo, segretario del Circolo del Partito Democratico di Luino

I complimenti del segretario del Pd di Luino Stefano Bragnuolo per la scelta fatta dall’Amministrazione Pellicini, che ha accolto i cinque profughi. “Mi complimento con questa amministrazione locale, guidata da Fratelli d’Italia e dalla Lega Nord, che ha rimarcato la lotta all’immigrazione e all’Europa, nonostante le dichiarazioni di pochi giorni fa del suo Segretario nazionale Salvini, a fianco dell’estrema destra francese. A Luino l’amministrazione Pellicini, invece, ha agito di contro, ospitando 5 extracomunitari, adoperandosi per garantire loro una struttura in grado di accoglierli. La problematica del sovraffollamento dei centri di accoglienza comporta l’intervento di molti enti locali nel momento in cui viene chiesto loro di mettersi a disposizione per l’accoglienza di questi profughi. Non posso che condividere la decisione presa, soprattutto per volontà del vice-sindaco. So anche che la macchina della solidarietà si è già attivata, fornendo a questi ragazzi dei primi aiuti e abbigliamenti idonei, ma anche la possibilità di primi rudimenti di scolarizzazione e un corso per imparare la lingua italiana. Ritengo, però, che l’opera di questa Amministrazione non si riduca solo all’accoglienza, ma abbia la volontà di attivarsi per l’integrazione di questi ragazzi, trovando il modo di renderli utili facendo fare loro piccoli lavori di utilità pubblica per la città. Da parte nostra non ci saranno opposizioni ideologiche: ritengo, infine, che Luino sia una città aperta alla solidarietà e all’accoglienza e particolarmente attenta a queste problematiche.”

La collaborazione tra il Comune di Luino e la Prefettura di Varese. Il Comune di Luino, per mano del sindaco Andrea Pellicini, ha risposto positivamente all’invito del prefetto di Varese, il dottor Zanzi, di poter ospitare alcuni rifugiati che sarebbero dovuti essere trasferiti dal centro di accoglienza di Lampedusa. I cinque ragazzi rimarranno nel territorio luinese per sei mesi. Si tratta di un provvedimento deciso con il placet del Ministero dell’Interno e delle Prefetture, che stanno distribuendo in maniera equanime su tutto il territorio nazionale i migranti che sovraffollano i centri di accoglienza. “Credo sia un atto dovuto – spiega il sindaco di Luino, Andrea Pellicini -. Penso che ogni ente debba fare la propria parte e per questa ragione anche noi abbiamo deciso di collaborare con la Prefettura di Varese, a prescindere dal colore politico delle decisioni che vengono prese in Parlamento sulla questione dell’immigrazione”.

Nessun costo aggiuntivo per i cittadini luinesi, i fondi arrivano direttamente dall’Unione Europea. Il mantenimento dei cinque profughi non graverà in nessun modo sulle tasche dei cittadini luinesi, visto che si tratta di fondi messi a disposizione direttamente dall’Unione Europea, girati al ministero dell’Interno e ad ogni singolo Comune. E’ una norma che prevede un rimborso spese di 35 euro al giorno per ogni ospite che, però, non viene percepito direttamente dall’immigrato, ma alle cooperative, alla Caritas ed a tutte quelle associazioni i cui piani sono approvati da una commissione formata da rappresentati di enti locali, ministero dell’Interno e agenzia Onu per i rifugiati. Con questi 35 euro a immigrato, le associazioni devono coprire i costi per vitto, alloggio, pulizia e manutenzione degli stabili, mediazione culturale, assistenza legale, visite mediche e, in alcuni casi, anche le spese dell’iter burocratico per ottenere lo status di rifugiati. Per gli immigrati in quanto tali, invece, c’è il “pocket money”, cioè un buono per le spese quotidiane da due euro e cinquanta al giorno.

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