28 Novembre 2014

A Verona aperta la caccia al “Dottor Kegel”, il clown che “aiuta” gli studenti e terrorizza i docenti

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Ha la giacca rossa e il cappello verde e si fa chiamare “dottor Kegel”. I suoi “pazienti” sono giovani studenti, “malati” di voti bassi a scuola o maltrattamenti in classe. Gli insegnati, invece, sono il male da debellare. Il paladino, munito di pigne, compie veri e propri blitz nelle scuole segnalate dai ragazzi tramite la sua pagina Facebook. Così, in poco tempo, sono state già quattro le sue apparizioni, tre volte a Verona e una volta in trasferta a Padova, e le scuole interessate dalle visite sono state gli istituti Marco Polo e Galileo Ferraris e i licei Fracastori e Messadaglia.

Il dottor Kegel (facebook.com)

Il dottor Kegel (facebook.com)

I blitz di “dottor Kegel” nelle scuole. Ripreso anche con una telecamera, il dottor Kegel fa irruzione nelle classi durante l’ora di lezione urlando il suo nome e lasciando cadere innumerevoli pigne. Le “cure” del dottor Kegel non sono apprezzate dal corpo docente, e il “gioco” rischia conseguenze penali: una professoressa, vittima di un agguato, ha denunciata il clown alla questura.

Le segnalazioni di situazioni difficili da parte degli studenti. I blitz di “dottor Kegel” vengono pianificati con anticipo e per i ragazzi basta un post su Facebook per segnalare situazioni difficili: “al Marconi abbiamo problemi coi voti degli insegnanti, è inammissibile fare verifiche e dare come voto minimo 1 e voto massimo 7” scrive uno studente. E ancora: “non ci fanno andare in bagno nemmeno per un’urgenza. Se per esempio ti sta colando sangue dal naso ti dicono ‘beh, ti metterai apposto oggi quando torni a casa’”.

La difesa del dottor Kegel: “Nessuno di noi ha mai recato danni a cose o a persone”. Il vero bersaglio, infatti, è il sistema scolastico considerato vecchio e ai ragazzi il dottor Kegel scrive: “L’unico passo falso che possiate fare è cedere al terrorismo psicologico e lasciare il dottore da solo. In quel caso non sarà possibile tornare indietro e continuerete ad andare a scuola come se fosse un carcere”. (ADNKRONOS)

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