5 Agosto 2014

Usa, polemiche sulla first lady: Michelle vuole vietare dalle scuole torte di compleanno e “bake sales”

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E’ come se Agnese Renzi, la moglie del nostro premier, volesse indicare la tipologia di menù che dovrebbe entrare nelle nostre scuole, non tanto nei contenuti degli alimenti, quanto nella forma. Questa provocazione viene fatta nonostante le first lady americane, rispetto le colleghe italiane, hanno sicuramente più autonomia e libertà nell’esprimere le loro idee sulla cultura dei cittadini. E così, la sempre presente first lady americana, moglie di Barack Obama ha deciso di voler mettere al bando dalle scuole le torte di compleanno e le tradizionali “bake sales”, vendite di torte per beneficenza. “In questo periodo di difficoltà economiche che provocano una mancanza di risorse – spiega il provveditore agli studi della Georgia, John Barge -, queste vendite di beneficenza ci permettono di raccogliere una considerevole quantità di denaro per programmi educativi importanti”.

La first lady Michelle Obama in una scuola statunitense (npr.org)

La first lady Michelle Obama in una scuola statunitense (npr.org)

La volontà di optare per un’alimentazione più sana a scuola, le accuse dei conservatori. In questo contesto, nel quale la moglie di Barack Obama vuole vietare le torte di compleanno e le “bakes sales”, arrivano le prime accuse a Michelle e alla sua crociata salutista dai conservatori, giunta nelle scuole pubbliche americane in forma di nuove linee guida, entrate in vigore tra un mare di polemiche a luglio, per favorire un’alimentazione più sana nelle mense scolastiche.

Lo stop ai cupcake, il WSJ e il Daily Caller contro la first lady. “Via i ‘cupcake’, i nuovi divieti colpiscono le vendite delle torte nelle scuole”, titolava nei giorni scorsi il “Wall Street Journal”, mentre il “Daily Caller” se la prendeva direttamente con la first lady scrivendo che “l’intromissione di Michelle Obama nei pasti delle scuole ora provoca il divieto delle vendite delle torte”.

Nessuna guerra ai “brownies”, il Washington Post difende Michelle. Il “Washington Post”, invece, difende Michelle Obama e le nuove regole affermando che “il governo non ha dichiarato guerra ai brownies”, i famosi dolcetti al cioccolato. Le nuove linee guida fissano standard nutritivi per il cibo offerto nelle mense e per quello venduto nei distributori di merendine e bevande. Standard che limitano il numero di grassi e zuccheri che devono essere contenuti negli alimenti venduti a scuola e che devono essere rispettati anche per le vendite di torte e dolci per beneficenza.

Questa direttiva ha portato alcuni presidi e provveditori a protestare. “In questo periodo di difficoltà economiche che provocano una mancanza di risorse, queste vendite di beneficenza ci permettono di raccogliere una considerevole quantità di denaro per programmi educativi importanti – ha dichiarato il provveditore agli studi della Georgia, John Barge – se siamo preoccupati per l’epidemia di obesità, limitare queste vendite di beneficenza non è una soluzione”. Il ruolo di una qualsiasi first lady americana non prevede nessun potere esecutivo, ma semplicemente possiede una grande influenza culturale e totale libertà su come esercitarla. In teoria, però, perchè come nel caso di Michelle Obama, oggi, ma anche nel caso di Hillary Clinton ai tempi di Bill, questo attivismo su temi particolarmente delicati potrebbe rivelarsi controproducente per l’amministrazione, mentre una di basso profilo può privare il paese di un esempio proficuo. (ADNKRONOS)

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