16 Giugno 2014

Unioni gay, a settembre in Parlamento arriva un ddl presentato dal Governo. Stessi diritti, ma no all’adozione

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Le unioni civili tra persone dello stesso sesso garantiranno gli stessi diritti delle coppie unite in matrimonio. Tranne uno: non potranno adottare figli. A rivelarlo è il quotidiano “L’Unità” che anticipa alcune linee del ddl che il governo presenterà in Parlamento a settembre.

(weddingphotos.net.nz)

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L’anticipazione del quotidiano “L’Unità”. Il quotidiano “L’Unità” anticipa alcune linee del ddl del governo che arriverà a settembre. “Alle unioni civili tra persone dello stesso sesso si applicano tutte le disposizioni previste per il matrimonio…”, escluso il diritto di poter adottare: è questo il principio fondamentale che regolerà i rapporti fra coppie omosessuali. Principio contenuto nella disciplina che da settembre il Parlamento si troverà ad approvare, come promesso dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Il contenuto del ddl sulle unioni civili e il riferimento ai modelli stranieri. Il modello a cui fa riferimento il premier quando parla di civil partnership – spiega “L’Unità”, è quello nato in Gran Bretagna (dove poi è decaduto in quanto il governo Conservatore Cameron ha introdotto il matrimonio gay) e in Germania. “Sostanzialmente – scrive il quotidiano fondato da Antonio Gramsci – prevede che la coppia omosessuale che decide di ‘sposarsi’ possa iscriversi all’ufficio dello stato civile in un apposito registro delle unioni civili. Da quel momento sono una coppia ufficiale con tutti i diritti e i doveri simili a una coppia eterosessuale unita in matrimonio”. Quindi “ad esempio sarà previsto il diritto alla reversibilità della pensione in caso del decesso del compagno/compagna. Il diritto alla successione e quelli in materia assistenziale e penitenziaria. E a cascata tutti quei diritti e doveri che dipendono dalle legislazioni regionali come ad esempio la possibilità di partecipare ai bandi di assegnazione delle case popolari”.

La differenza più grande è che la coppia omosex non potrà adottare bambini. Tuttavia, spiega “L’Unità”, “verrà introdotto l’istituto della ‘stepchild adoption’ preso dal sistema inglese. Cioè sarà possibile a uno dei soggetti della coppia gay adottare il figlio (anche adottivo) dell’altra parte dell’unione. Potrà portarlo e andarlo a prendere a scuola, accompagnarlo e assisterlo in ospedale e continuare a fargli da padre/madre nel caso in cui il genitore naturale dovesse venire a mancare”. La disciplina, chiarisce ancora l’Unità, “riguarderà solo le coppie omosex e non le coppie etero che convivono e non si vogliono sposare. Perché la filosofia è che mentre le coppie omosessuali non possono unirsi in matrimonio, le coppie etero possono sposarsi e quindi se non si sposano è perché non lo vogliono fare e quindi non possono essere estesi a loro i diritti ma anche i doveri che discendono dal matrimonio. Per queste coppie (anche dello stesso sesso) sarà prevista un’altra forma, più lieve, di unione: i cosiddetti patti di convivenza. Con doveri (e diritti) meno pesanti di quelli matrimoniali”.

(adnkronos.com)

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