1 Giugno 2014

Mentre Facebook punta ai giovanissimi, tutti i social network migliorano la salute degli anziani

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Facebook vuole lanciare un sistema che consenta anche agli under 13 di aprire account con la supervisione dei genitori. Invece, vere interazioni regolari positive con famiglia e amici ed essere coinvolti in molti diversi social network può aiutare gli anziani a mantenersi in buona salute.

(trucchifacebook.com)

(trucchifacebook.com)

Al momento la piattaforma di Facebook vieta ai giovanissimi di iscriversi e per ampliare agli under 13 il proprio pubblico deve adeguarsi alla legge del 1998 per la tutela dei bambini online. La norma prevede che le aziende ricevano il consenso dei genitori e lo verifichino prima di poter raccogliere o condividere informazioni personali di bambini. Di questa apertura agli under 13 se ne parla da tempo. Ma lo scorso giovedì – secondo il sito Politico.com – è stata resa nota la domanda di brevetto con il quale la società di Mark Zuckerberg vuole superare i vincoli sul trattamento dei dati dei bambini. Si tratta di un documento che spiega in dettaglio come un utente che voglia iscriversi a Facebook debba prima ottenere l’approvazione di un genitore. A loro spetterebbe la possibilità di impostare il livello della privacy, di limitare e monitorare i contenuti, gli amici e le applicazioni di terze parti disponibili per il figlio. Comportamento che “sottobanco” avviene già ora.

Il social network mira così a prendere un pubblico sempre più vasto di teenager che, stando ad alcune rilevazioni, si dirige sempre più verso app come Snapchat o Instagram. Qualche mese fa Facebook ha permesso anche agli utenti minorenni, quelli dai 13 ai 17 anni, di scrivere post “pubblici”, visibili cioè anche agli iscritti che non fanno parte della loro cerchia di amici. Mossa che negli Stati Uniti ha scatenato polemiche di associazioni preoccupate per la privacy dei giovanissimi.

Gli anziani, invece, che hanno interazioni regolari positive con famiglia, amici e sono coinvolti in molti social network si mantengono in buona salute. A rivelarlo due nuovi studi pubblicati sulla rivista Health Psychology. Secondo precedenti ricerche (pubblicate dall’agenzia di stampa agi.it) l’influenza delle relazioni sociali sul rischio mortalità è confrontabile con quella di abitudini negative come fumare e consumare alcol. Gli scienziati della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (Usa), guidati da Rodlescia S. Sneed, hanno analizzato dati relativi a un campione di circa 1500 adulti con più di 50 anni d’età: le interazioni sociali negative sono state associate a un maggior rischio ipertensione nelle donne e negli individui con età compresa tra 51 e 64 anni. Questo tipo di situazioni spiacevoli potrebbero essere legate all’ipertensione a causa degli effetti psicologici come depressione e infelicità generale. In un altro studio della Pennsylvania State University, invece, i social network sono stati associati con un maggior coinvolgimento in attività svolte nel tempo libero, che a loro volta promuovono una miglior salute nelle persone più anziane.

(ansa.it)

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