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4 Maggio 2014

Madia: “In media troppi dipendenti anziani nella Pubblica Amministrazione”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

“Non sono troppi” tre milioni e mezzo di statali. “Ma sono in media troppo anziani”. Lo ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, ospite a “L’intervista” su SkyTg24.

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia (qelsi.it)

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia (qelsi.it)

“Non è detto che a sapere come si fanno le cose siano solo le persone vicinissime all’età della pensione”, osserva il ministro. Che annuncia l’intenzione di cancellare l’istituto del trattenimento in servizio, che consente di lavorare a chi è oltre l’età della pensione. Secondo Madia, “va fatta una razionalizzazione su tutte le amministrazioni generali” e quelle che “non hanno un numero minimo di componenti possono essere accorpate o eliminate”.

“Non vogliamo chiudere tutte le prefetture”, spiega, ma occorre fare “un ragionamento in termini di efficienza”.  Le strutture distribuite sul territorio “ricalcano le province”, secondo una distribuzione “pensata più di 200 anni fa”. “Oggi stiamo andando verso dei cambiamenti”, che prevedono la soppressione degli enti locali. Le prefetture, secondo Madia, “hanno una funzione fondamentale ma possono svolgere le loro attività anche in un numero inferiore, che non significa ridurre l’efficienza e l’efficacia”. Al contrario, attraverso l’accorpamento delle strutture, potrebbe anche aumentare l’efficienza e l’efficacia, “perché i presidi diventano più forti e centralizzati”.

Quanto alla Cgil, Madia assicura che verranno ascoltate “tutte le parole che verranno dette a Rimini dal sindacato”. Sui punti contenuti nella riforma della Pubblica amministrazione, che sarà presentata il 13 giugno, “il sindacato ha da dire e quindi mi aspetto suggerimenti e consigli, affinché i 44 punti siano meglio di come noi li abbiamo presentati”.

Ospite a “L’intervista” il ministro sottolinea inoltre di battersi contro la “piaga” dei vincitori di concorso non assunti. Pensa alle famiglie, che affrontano “anni di sacrifici” per fare studiare i figli, che partecipano ai concorsi “perché scelgono la via più sana di acceso alla professione”, e poi “rimangono a casa”. “E’ una piaga – rimarca – che ci portiamo avanti da tantissimi anni”.

Madia parla anche del diritto alla maternità, che “è stato conquistato dalle generazioni che mi hanno preceduto e va allargato anche alle precarie, che non lo hanno. E’ sbagliato” tornare subito al lavoro, scandisce, ed “è un diritto avere dei mesi e dei congedi, perché la maternità è uno stress fisico e il neonato ha bisogno della sua mamma”. Alle donne, quindi, il ministro dice: “Prendetevi tutto il tempo, la politica e il governo Renzi vi aiuteranno ad avere quel tempo”.

Poi, a una domanda sull’ex ministro Brunetta, Madia risponde che il problema della sua riforma “era l’approccio, che non abbiamo voluto seguire. Ha pensato di fare una riforma contro i dipendenti pubblici, noi vogliamo farla con i dipendenti pubblici”. Inoltre, “aveva introdotto dei criteri di valutazione che non sono mai stati attuati perché erano troppo complicati”. Quindi le procedure “vanno semplificate”. Non si è fatta attendere la replica di Brunetta, per il quale le parole del ministro della Pubblica amministrazione sono “indice di pochezza intellettuale e politica”. “Povera Marianna Madia, ministro pro tempore e, a sua insaputa, della Semplificazione e della Pubblica amministrazione – afferma in una nota il presidente dei deputati di Forza Italia – Continua a ripetere banali luoghi comuni non conoscendo affatto la materia che è stata delegata a trattare”.

(adnkronos.it)

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