16 Aprile 2014

Pasqua, pubblicato video choc sul maltrattamento degli agnelli da Animal Equality

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L’organizzazione internazionale Animal Equality diffonde online in occasione della Pasqua “un nuovo sconvolgente video, frutto di un’investigazione sotto copertura condotta con telecamere nascoste” che “svela tremendi atti di crudeltà e maltrattamenti perpetrati nei confronti di agnelli e capretti negli allevamenti e nei macelli italiani.

Dal profilo di "Animal Eauqlity" (flickr.com)

Dal profilo di “Animal Eauqlity” (flickr.com)

Il video è accompagnato dalla voce narrante dell’attrice Claudia Zanella e “mostra scene mai viste prima di reali abusi inflitti a cuccioli che, uccisi ad appena un mese di vita, sono destinati a diventare cibo ‘tradizionale’ sulle tavole del nostro Paese, soprattutto nel periodo delle festività”. Le immagini “mostrano una realtà terribile che, sebbene con numeri in costante diminuzione, coinvolge circa 3 milioni di agnelli e capretti. E’ questa, infatti – rileva l’associazione – la cifra dei piccoli uccisi ogni anno in Italia per il consumo umano, tra quelli importati dall’Est Europa e quelli allevati in Italia. Questa cifra cresce se prendiamo in considerazione anche pecore, agnellotti e capre, e arriva a superare i 500.000 animali nelle sole settimane precedenti la Pasqua”.

“Il materiale raccolto dai nostri investigatori negli allevamenti e nei macelli italiani espone una realtà diffusa e non casi isolati; la breve vita di milioni di agnelli e capretti nel nostro Paese è segnata da violenze inimmaginabili”, dichiara Fabrizia Angelini portavoce di Animal Equality in Italia. “Animali stipati in spazi ristretti, senza ripari, in mezzo a rifiuti e rottami; pecore malate, lasciate per ore legate, allontanate dal gregge, senza alcuna cura veterinaria, in attesa della macellazione; agnelli troppo presto separati dalle loro madri, spesso affette da mastite e con le mammelle in necrosi: queste scene – si legge in una nota – documentate nell’investigazione, non sono che il preludio ad una fine tremendamente dolorosa, come dimostrano le immagini realizzate dagli attivisti”.

In un allevamento prima del carico sul camion diretto al macello é stata documentata la “pesatura”, una pratica controversa, cruenta e sulla quale la legge italiana non è molto chiara, durante la quale gli agnelli, terrorizzati, vengono legati, issati per i carpi (polsi) e pesati in gruppo. Si tratta di una modalità di contenimento molto dolorosa, che può portare lesioni come strappi muscolari e dei legamenti. Tale posizione – viene rilevato – é molto innaturale per questi animali e li induce a scalciare nel tentativo di trovare una postura meno stressante, con conseguente rischio di lesioni gravi come la lussazione della spalla o la frattura dei carpi”. All’interno dei macelli ”le riprese sono sconcertanti: capretti e agnelli terrorizzati, intrappolati nei tunnel che li condurranno verso i loro ultimi istanti di vita”. In alcuni casi agli animali “viene recisa la gola in stato di coscienza mentre sono in preda al panico e al dolore”.

Alla luce delle testimonianze raccolte, Animal Equality denuncia pubblicamente “la crudeltà inflitta agli agnelli e ai capretti”. Quest’indagine viene affiancata per il secondo anno consecutivo dalla campagna nazionale Salva un Agnello: “già oltre diecimila italiani hanno sottoscritto il loro impegno a non consumare carne di agnello e capretto durante la prossima Pasqua sul sito SalvaUnAgnello.com“.

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