La donna, 34enne, era arrivata ieri nel primo pomeriggio al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Luino accusando un dolore alla gola. E’ deceduta, dopo essersi sentita male, qualche ora dopo all’interno della struttura. Sgomento ed ira nei confronti del personale da parte del marito e dei parenti: la donna era arrivata in Pronto Soccorso in codice verde.

L’entrata del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Luino, in provincia di Varese
Dramma, tensione, rabbia e sgomento. Un tragico destino quello che si è consumato ieri pomeriggio all’Ospedale di Luino. Una donna tunisina, 34enne e mamma di due figli (la bambina frequenta la terza elementare di Cunardo ed il bambino la scuola materna), è giunta ieri in Pronto Soccorso, con un disturbo alla gola, alle 14 circa. Registrata in codice verde, quello che indica che il paziente non rischia né la vita, né tantomeno particolari preoccupazioni, si è seduta aspettando il proprio turno in sala di osservazione, dopo un primo check-up. Durante l’attesa, però, la donna ha iniziato ad avere difficoltà nella respirazione e dopo qualche ora, ma in soli pochi frangenti, si è consumata la tragedia e così la donna, verso le ore 18, è deceduta. Le cause della morte sono ancora ignote.
Ad oggi, non sono ancora chiare le dinamiche della tragica fine della donna tunisina, ma la rabbia ed il nervosismo non si sono fatti attendere in quelle terribili ore. Infatti, il marito ed i parenti della donna, giunti in Pronto Soccorso qualche attimo dopo, si sono scagliati contro il personale, reo di aver fatto aspettare eccessivamente la donna. Per placare gli animi, all’interno della sala, sono dovuti intervenire gli agenti del Commissariato di Polizia del Comando di Luino, che hanno ricostruito l’accaduto.
Il marito ed i parenti della donna imputano al personale la lunga attesa in sala di osservazione, parlando addirittura di diverse ore, fino al momento del decesso. Dal canto suo, invece, il direttore dell’azienda Ospedaliera di Varese, Callisto Bravi, ha affermato di “solo” un paio d’ore.
Dalle prime verifiche effettuate, però, si apprende che la donna era stata visitata appena arrivata in PS: sono state aperte le indagini da parte del pubblico ministero di Varese, la dottoressa Sabrina Ditaranto che valuterà ogni singola decisione da prendere per far chiarezza sull’accaduto. Sicuramente il pm disporrà il sequestro delle cartelle cliniche della donna e al corpo sarà effettuata l’autopsia. Il cadavere della donna, infatti, si trova a Varese, a disposizione degli organi medico-giudiziari e sarà solo l’esame necroscopico a chiarire potenziali responsabilità da parte del personale: nel caso in cui vi fosse stata una sbagliata valutazione del codice verde o nel caso in cui le ore di attesa in sala d’aspetto avessero peggiorato le condizioni della donna, tanto da farla spirare.
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