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6 Aprile 2014

I cittadini dell’Alto-Varesotto sono i più “poveri” della provincia. Quali sono gli ultimi?

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Interessante il confronto tra i Comuni del nostro territorio: ai 23.015 euro di Luvinate – al primo posto in provincia (e al decimo in Italia) seguita a ruota da Galliate Lombardo, Comerio, Bodio Lomnago, Barasso e Casciago – si contrappongono i circa 10mila euro di reddito medio dei dieci comuni in fondo alla classifica, tutti all’Estremo Nord della provincia. I dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio e pubblicati sul portale statistico osserva-varese.it.

(va.camcom.it)

(va.camcom.it)

L’alto varesotto non regge il confronto con il medio-basso: di tutti i 141 comuni della provincia di Varese, quelli dell’estremo nord occupano tutte le ultime posizioni. Ultima è Cremenaga, al 141esimo posto con 8.040 euro, ed a seguire troviamo Pino sulla Sponda del Lago Maggiore (8.422€), Tronzano sul Lago Maggiore (8.912 €), Veddasca (9.215 €), Lavena Ponte Tresa (10.069 €), Cadegliano Viconago (10.267 €), Cugliate Fiabasco 10.789 €), Curiglia Monteviasco (10.949 €), Duno (10.951 €) ed Agra (11.013 euro).

Saltrio, invece, si trova al 130esimo posto, con 11.210 €. Subito davanti troviamo Marchirolo, Grantola, Marzio, Brissago Valtravaglia, Porto Ceresio, Dumenza, Mesenzana, Rancio Valcuvia e Cunardo. Ma c’è poco da esultare anche per i comuni più grandi: infatti, Luino, con i suoi 8.945 contribuenti è ferma al 115esimo posto con 13.515 euro, pur essendo uno dei centri turistici più grandi del nord della provincia. Anche Maccagno al 114esimo, Porto Valtravaglia al 102esimo e Castelveccana al cento-decimo, nonostante siano anche’esse località turistiche, ma più piccole, non entrano nella top-100.

Sulla base delle informazioni rese note dal Dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni Irpef relative all’anno d’imposta 2012, il reddito complessivo della provincia di Varese ammonta a 13miliardi e 587milioni di euro. Una cifra che, suddivisa per i 613mila contribuenti, porta il reddito medio varesino a 22.161 euro, superiore alla media nazionale di 19.750 euro. Si tratta però di un dato lordo, il che significa che in tasca agli abitanti del nostro territorio resta decisamente di meno. Al netto della tassazione, rimangono infatti 16.835 euro, equivalenti a 1.403 euro al mese.

Scendendo quindi nel confronto territoriale, Varese, per reddito medio netto, si posiziona all’ottavo posto su 110 province italiane, preceduta da altre tre lombarde: Milano, che guida la classifica nazionale, Monza Brianza e Lecco. “Le valutazioni che si possono trarre da questi dati – dice il segretario generale della Camera di Commercio Mauro Temperelli – sono estremamente interessanti per comprendere le dinamiche socio-economiche in atto. Ne derivano indicazioni utili per chiunque abbia a cuore le politiche di sviluppo del territorio, ma anche per orientare le scelte imprenditoriali. È per questo che nei prossimi giorni incroceremo questi dati con altre informazioni rilevanti come l’età media, il pendolarismo, il frontalierato, i flussi migratori, ma anche l’accessibilità e i collegamenti. Informazioni che sembrerebbero, a prima vista, spiegare certi divari tra zone differenti del territorio”.

Quanto alla distribuzione dei redditi, i 30mila contribuenti varesini che guadagnano oltre 55mila euro all’anno sono solo il 5% del totale, ma assommano il 21% del reddito complessivo. All’altro estremo, c’è invece il 38% di coloro che dichiarano meno di 15mila euro all’anno: essi dispongono di un reddito medio di 8mila euro.

Guardando, poi, alle tipologie di contribuenti, in provincia di Varese i lavoratori autonomi sono quelli che dichiarano il reddito medio più elevato con 40.934 euro; i dipendenti ricevono in media 23.172 euro, mentre i pensionati si attestano a 16.604 euro. “Occorre precisare che – evidenzia Elena Provenzano, responsabile dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio – i dati da dichiarazione Irpef ricomprendono redditi diversi: da fabbricati, da lavoro dipendente, da quello autonomo, da pensione, da partecipazione e da spettanze a imprenditori. Non appena il Ministero renderà disponibili i dati relativi a Iva, Irap e Ires, li analizzeremo in relazione a Varese e il suo territorio”.

(fonte dati Camera di Commercio della Provincia di Varese)

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