I dati del nuovo monitoraggio quindicinale forniti da ATS Insubria parlano chiaro: continua anche nel Varesotto la nuova fase crescente dei contagi di Covid-19.
Se all’inizio di ottobre la situazione era apparsa estremamente favorevole, con l’incremento dei tamponi effettuati avvenuto in concomitanza dell’entrata in vigore dell’obbligo di Green Pass per alcune categorie di lavoratori il numero dei positivi ha ricominciato a crescere, ma non è solo questo il motivo dell’individuazione di una quantità maggiore di nuovi casi.
Il virus, infatti, circola soprattutto nelle fasce di popolazione meno (o per nulla) vaccinate e ciò risulta evidente dall’analisi delle fasce di età (visibile anche in gallery): la maggior parte dei positivi rilevati tra il 24 e il 30 ottobre appartiene ai bambini sotto i 12 anni, per i quali non è prevista la somministrazione di alcun siero anti-Covid, e alle persone tra i 25 e i 49 anni, ovvero proprio la categoria di soggetti che, in misura maggiore rispetto agli altri, hanno scelto di non aderire alla campagna vaccinale.
La situazione, comunque, come spiegano anche i vertici di ATS Insubria, è ovviamente da attenzionare ma non è ancora così “impegnativa”, a differenza dello scorso anno: “Siamo ben lontani dalle cifre del 2020”, ha affermato il direttore sanitario Giuseppe Catanoso, mostrando anche con il supporto di grafici quanto sia diversa – e decisamente migliore – la fase attuale per quanto riguarda sia il numero dei contagi sia quello delle ospedalizzazioni. E ciò è dovuto all’elevata copertura vaccinale sul territorio, che è riuscita a limitare fortemente l’incremento dei casi.
Se si guarda all’alto Varesotto, però, questa risulta essere la zona in cui si sta concentrando il maggior numero di nuovi positivi e questo è da imputare, secondo quanto riferito dall’Agenzia di Tutela della Salute, a una minore quantità di cittadini vaccinati proprio in questa area: in soldoni, “ci si contagia di più dove ci si vaccina di meno” e nelle zone di scarsa adesione alla campagna vaccinale la conseguenza primaria è proprio quella di una maggiore diffusione del contagio.
Una sottolineatura importante evidenziata dal dottor Catanoso, che potrebbe far sperare quantomeno in un assestamento dei contagi se non in una sua riduzione, è comunque il calo dell’indice RDt avvenuto in queste ultime fasi: dal momento che il suo aumento, generalmente, precede i picchi di contagio, il fatto che ora sia in discesa potrebbe rivelarsi un segnale positivo da leggere in direzione di un prossimo miglioramento.
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