3 Maggio 2017

Luino, la mozione sui frontalieri infiamma il consiglio comunale. Dietrofront di Taldone

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Una chiusura di consiglio comunale concitata, quella di ieri sera, quando Giuseppe Taldone ha ritirato la mozione sui frontalieri e il presidente Davide Cataldo, ha posto fine alla seduta. Grandi polemiche da parte della minoranza, soprattutto con i capigruppo Franco Compagnoni e Pietro Agostinelli, che in sala consiliare hanno denunciato “inciuci politici” per arrivare a questo verdetto, portando la mozione in Commissione. Durante la serata si è parlato e sono stati approvati anche due punti su AlpTransit e l’aggiornamento del Piano di Emergenza Comunale della Protezione Civile.

Luino, la mozione sui frontalieri infiamma il consiglio comunale. Dietrofront di Taldone. Gamba tesa della politica varesina e milanese all’interno del consiglio comunale di Luino, che blocca la mozione sui frontalieri presentata, ed in seguito ritirata, da parte del consigliere provinciale e capogruppo de “La Grande Luino”, Giuseppe Taldone. Il clima tra la maggioranza e la minoranza si è surriscaldato durante la discussione dell’ultimo punto all’ordine del giorno, dopo aver affrontato e votato la “convenzione tra Regione Lombardia, Provincia di Varese, RFI e comune di Luino, per la soppressione di due passaggi a livelo di via San Pietro e via Voldomino”, “l’ordine del giorno relativo all’impatto sulla linea a binario unico del lago Maggiore e alla sicurezza dei territori attraversati – opere di mitigazione e di compesazione territoriale, sul corridoio ferroviario Rotterdam – Genova”, “l’aggiornamento piano emergenza comunale di protezione civile” e, infine, proprio la “Mozione relativa alla chiusura del valico di Cremenaga durante gli orari notturni e contro ogni forma di discriminazione nei confronti dei lavoratori italiani in Ticino”. Di questi temi parleremo in modo più approfondito in un altro articolo.

Il testo della mozione presentato e ritirato da Giuseppe Taldone. Così, è stato il consigliere Taldone a leggendo la mozione, inserita all’ultimo punto all’ordine del giorno: “Le autorità elvetiche hanno adottato un provvedimento di chiusura durante le ore notturne di alcuni valichi con l’Italia tra cui Ponte Cremenaga, motivandolo con ragioni di sicurezza e di lotta alla delinquenza – ha letto ieri sera durante la seduta del consiglio comunale, Giuseppe Taldone, capogruppo de ‘La Grande Luino -. Questa decisione, presa in modo unilaterale, potrebbe anche diventare definitiva in relazione ai dati che emergeranno sulla criminalità e sui flussi di traffico. Riteniamo ciò inaccettabile, causa di disagio per molti cittadini di confine e decisamente in contrasto con le norme che regolano il Trattato internazionale di Schengen, che impongono agli Stati aderenti, tra cui la Svizzera, l’abolizione delle frontiere e libera circolazione. Questa vicenda ha già suscitato un grosso scalpore politico, istituzionale e mass mediatico, tanto da determinare anche una diretta televisiva nazionale proprio dal valico di Cremenaga. Molti Sindaci si sono già espressi manifestando contro il provvedimento. Luino confina con Cremenaga ed è sede importante di lavoratori frontalieri che quotidianamente utilizzano il valico anche in orari non tradizionali e che devono essere tutelati. Negli ultimi anni sono cresciuti da parte elvetica molti sentimenti critici verso l’Italia, causa di crescenti ed ingiustificate discriminazioni. Per tale ragione si chiede a questo Consiglio comunale di esprimersi contro il provvedimento svizzero di chiusura del valico e di condannare ogni forma di penalizzazione nei confronti dei lavoratori italiani in Ticino. Inoltre si chiede al Sindaco ed alla Giunta di adoperarsi da subito, utilizzando ogni strumento istituzionale e politico a disposizione, per far sì che si riapra negli orari notturni il valico di Cremenaga e si stabilisca tra le autorità svizzere e quelle italiane un confronto che entri nel merito delle questioni sollevate e che tenga in debita considerazione le esigenze di entrambi gli Stati”.

La risposta di Pellicini e le parole di Taldone. Subito dopo la lettura della mozione, interviene il sindaco Pellicini: “In questi giorni vi è stato un grande clamore mediatico sulla vicenda, con discussioni e indicazioni di voto finite sui giornali. Sono contento che ne si possa parlare in consiglio comunale. La mozione sui frontalieri tocca aspetti importantissimi come la sicurezza, la lotta alla delinquenza e la chiusura dei valichi. Sono temi importanti che ho già trattato in più occasioni in questi anni. La strada giusta penso sia quella di arricchire il dibattito e credo sia necessario un passaggio in Commissione, per permettere che la mozione sia votata all’unanimità, magari coinvolgendo anche enti sovracomunali come la provincia e la Regio Insubrica. La mia proposta quindi è di soprassedere alla votazione e di portare la mozione in Commissione per migliorare la mozione e, ove possibile, provare a farla votare all’unanimità”. A prendere la parola, così, è il medico luinese Taldone che risponde al primo cittadino: “La stampa fa il suo lavoro, come lo fanno i consiglieri comunali. Io ho ben chiaro dove voglio arrivare, vale a dire ad un voto unanime a sostegno dei frontalieri. Luino è guardata con attenzione da tutti i paesi limitrofi. Se non votassimo compatti, molti interpreterebbero che siamo barricati sulle nostre posizioni politiche. Non voglio avere la responsabilità che mi venga detto di non aver fatto di tutto per portare avanti la battaglia sui frontalieri, come sta facendo la Comunità del Piambello. Mi sono sentito di presentare questa mozione da solo, ma se il passaggio in commissione va ulteriormente ad arricchire il contenuto, con una maggiore attenzione, dando un segnale forte e condiviso, accetto la richiesta in buona fede del sindaco”.

E così il presidente del consiglio comunale, Davide Cataldo, dopo il ritiro della mozione, chiude la seduta, mentre i consiglieri di minoranza de “L’Altra Luino”, Compagnoni su tutti, e il capogruppo MIN, Pietro Agostinelli, criticavano duramente quanto accaduto, in base alla scelta effettuata. “Non è possibile che sia la Commissione a tradurre il messaggio e renderlo condiviso da tutti, ma è il consiglio comunale a farlo. E’ apprezzabilissimo il disinnesco politico della questione, ma l’unanimità bisogna ottenerla sul piano politico, non in questo modo”. La mozione sui frontalieri, infatti, in regione era stata votata positivamente da Fratelli d’Italia, partito di cui il sindaco Pellicini fa parte, e negativamente dalla Lega Nord, al quale è legato il vicesindaco Casali. A rincarare la dose, poi, è Pietro Agostinelli: “Ho la lista dei politici leghisti che hanno votato la mozione in regione. Qui non si ha il coraggio di metterci la faccia”. I toni si alzano, intervengono anche il primo cittadino e il suo vicesindaco, con schermaglie con la minoranza che si faticano a comprendere. Mentre gli amministratori lasciano l’aula, le posizioni si sono chiarite, con la minoranza che, nonostante il ritiro della mozione, chiedeva a gran voce di dibattere il tema durante la seduta, cosa che non è avvenuta in base al regolamento indicato dal presidente Cataldo.

Le dure critiche dei consiglieri di minoranza, ieri sera, hanno dimostrato quanto gli equilibri politici, soprattutto quando vanno ad intaccare dinamiche di partito che interessano anche Varese e Milano, possano incidere all’interno di una semplice mozione presentata in consiglio comunale, che già in regione, però, aveva creato malumori tra i banchi della maggioranza. Certo, dopo le prese di posizione forti e nette di settimana scorsa sulle pagine della Prealpina tra i “protagonisti della partita”, è necessario sottolineare come a volte a valere sia più la forma politica, o ideologia di partito, della sostanza degli argomenti, in questo caso le esigenze e le criticità che stanno colpendo i frontalieri.

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