24 Agosto 2017

Un anno fa il sisma in Centro Italia, ma oggi c’è ancora tanto lavoro da fare per ripartire

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Dalle ore 3.36 di quella lunga notte del 24 agosto dello scorso anno, la vita per tanti abitanti tra le Marche, l’Abruzzo e l’Umbria è è in gran parte cambiata. La prima di una lunga serie di scosse che, ancor oggi, creano preoccupazione, momenti così tanto drammatici che le persone non dimenticheranno. In totale furono 299 le vittime e 388 i feriti, con numerosi crolli di edifici privati e pubblici, tra cui case, scuole, Chiese ed Ospedali.

Oggi, ad un anno da allora, la situazione è ancora in fase di stallo in attesa di veder consegnate ai cittadini le loro “nuove” abitazioni. Cento, i milioni di euro a valere sul fondo europeo per la rimozione delle macerie del terremoto. Questo è il problema dei problemi, e fino a quando i materiali – quel che resta dei crolli – non saranno portati via non si potrà parlare davvero di ripartenza. Secondo una stima di Legambiente, nelle quattro regioni, Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo, colpite dal sisma, restano ancora da rimuovere 2,4 milioni di tonnellate di macerie. Nelle Marche sono state tolte a oggi “125 mila tonnellate di macerie” secondo il presidente della Regione Luca Ceriscioli.

Sono totalmente libere le strade su 44 dei 52 Comuni del cratere che hanno dichiarato la presenza di macerie nel proprio territorio. Si va normalizzando anche la situazione relativa all’emissione di ordinanze da parte dei sindaci per le demolizioni di sicurezza e consentire così l’agibilità di tutte le vie di comunicazione. Ad Arquata del Tronto, dove sono state rimosse 58.204,70 tonnellate di macerie, nelle situazioni più estreme, come a Pescara del Tronto, Tufo e Capodacqua, ci sono ancora macerie miste su area pubblica e su area privata e questo le rende ancora impraticabili. Il ritmo giornaliero di rimozione è di circa 2.000 tonnellate, destinato a crescere, perché sono in allestimento altri due siti di raccolta oltre ai tre già operanti. Per quanto riguarda le macerie private, saranno poi lavorate con la ricostruzione anche delle singole abitazioni.

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