(emmepi) Dopo esser tornato in Italia con al collo un oro e tre argenti, conquistati alle Paralimpiadi di Rio, Federico Morlacchi è arrivato anche sul territorio luinese. Giovedì scorso nello studio di papà Luciano ha parlato con tanti bambini che, avvisati dal tam tam sotterraneo che si è propagato a macchia d’olio, sono arrivati nel giro di pochi minuti.

10 medaglie d’oro, 14 d’argento e 15 di bronzo: questo il medagliere delle “Paralimpiadi Rio 2016” che collocano l’Italia al nono posto sui 176 paesi che, dal 7 al 18 settembre scorso, hanno partecipato alla 15ª edizione dei Giochi Estivi dedicati agli atleti con disabilità. 23 discipline per 4300 atleti, i quai hanno coronato lunghi anni di intensi allenamenti con la realizzazione di questo grande sogno brasiliano. E tra questi formidabili atleti ce n’è uno che ha conquistato il nostro cuore, non solo perché è uno dei fiori all’occhiello del nostro territorio, ma perché la sua spontaneità e la sua semplicità fanno di lui soprattutto un uomo, non solo un asso del nuoto.
Si tratta di Federico Morlacchi, due volte campione mondiale e dieci volte campione europeo, che giovedì 6 ottobre scorso è arrivato a sorpresa a Luino, nello studio dentistico di papà Luciano, portando con sé quelle medaglie che, dopo quelle conquistate ai Giochi Paralimpici di Londra, vanno ad aggiungersi al suo prestigioso palmares. Ed eccole lì, enormi, adagiate nel loro guscio di legno ricavato da una pianta amazzonica: una medaglia d’oro e tre d’argento, del peso di mezzo chilo ciascuna, (ma quella d’oro, contiene solo 6 grammi di metallo “nobile”), che Federico mostra orgogliosamente ai suoi fans, tra i quali molti bambini, avvisati dal tam tam sotterraneo che si è propagato a macchia d’olio nel giro di pochi minuti.
Le ha lasciate indossare a tutti, Federico, mentre raccontava del Brasile e di come avesse vissuto, tutti quei giorni, “come in una bolla”, con poche occasioni di svago, ma con la certezza di essere protagonista di una straordinaria avventura, che ancora una volta lo avrebbe portato ai vertici delle eccellenze sportive planetarie. E ben presto è stato travolto da una valanga di domande: sui momenti che hanno preceduto le gare; sulle sensazioni provate mentre, girandosi a guardare l’avversario, si è reso conto di essere arrivato primo; alle sue emozioni mentre riceveva la medaglia… Chi gli ha portato i ritagli di giornale, custoditi gelosamente proprio nella speranza di regalarglieli; chi gli ha confessato di aver passato le notti in bianco per vederlo gareggiare in diretta; chi ha registrato quei momenti straordinari per farli rivedere ai propri figli il giorno dopo.
È stato un continuo stringere mani e scambiare sorrisi con persone emozionate, che l’hanno voluto incontrare anche solo perché “Volevo semplicemente conoscerti di persona e salutarti”. Così, a poco a poco, l’iniziale ritrosia di Federico è svanita, permettendogli di rilassarsi. Allora ecco i video, con le immagini più suggestive di quei giorni frenetici, il racconto di aneddoti, sensazioni ed emozioni. Poi ha fatto ascoltare il suono delle medaglie: sì, perché queste possono essere “suonate”. Agitandole, infatti, emettono un suono, diverso a seconda che si tratti di medaglia d’oro, d’argento o di bronzo, grazie alla presenza all’interno di piccole sfere di metallo. Un modo, questo, insieme alla scritta in Braille sul dorso, per consentire anche agli atleti non vedenti di distinguere la propria medaglia.
Infine Federico ha scherzato con l’altrettanto emozionato papà Luciano: un frizzante scambio di battute sulla differenza di peso tra i due, tra un affettuoso abbraccio e l’altro, prima di annunciare l’imminente vacanza che lo porterà lontano da casa per qualche giorno. Non è mancata, come fanno tutti i ragazzi che giungono al traguardo delle loro fatiche, anche la “solenne promessa” di non voler pensare agli allenamenti almeno per un mese. Perché Federico Morlacchi, non è un superuomo: è semplicemente un ragazzo con la legittima voglia di divertirsi, di stare in compagnia degli amici, di viaggiare, di assaporare la vita come tutti i suoi coetanei. Allora buone vacanze Federico, ti auguriamo un periodo di meritato riposo, in attesa di ricominciare a sognare con te in vista dei prossimi campionati mondiali 2017.
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