21 Dicembre 2015

Nel 2015 circa 34 milioni di persone si sono connesse ad internet, il 40% lo fa quotidianamente

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Aumenta nel 2015 la quota di persone di 6 anni e più che si sono connesse in Rete nei 12 mesi precedenti l’intervista e quella di chi si connette giornalmente. A rilevarlo è l’Istat, registrando che un terzo delle famiglie italiane non ha accesso a Internet. Tra il 2010 e il 2015, l’aumento degli accessi, però, è stato sensibile ed è passato dal 52,4% al 66,2%. Sono aumentate, invece, dal 41% al 64,4% le famiglie con una connessione a banda larga.

(v3.co.uk)

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Nel 2015 circa 34 milioni di persone si sono connesse ad internet, il 40% lo fa quotidianamente. Nel 2015 sono aumentate le persone, over 6 anni, che si sono connesse ad internet, passando da 57,5% a 60,2%, circa 34 milioni 500mila persone, mentre, di questi, chi lo fa quotidianamente è arrivato al 40,3%, dal 37%. L’uso del web è più frequente tra i 15-24enni (oltre 91%), ma va sottolineato il forte recupero che si è registrato in quest’ultimo anno da parte degli individui di 55-59 anni (da 52% a 60,4%), in particolare tra le donne di questa fascia di età. In linea con gli anni precedenti, le differenze di genere sono forti, con un gap a favore degli uomini di 9,2 punti percentuali (55,8% delle donne contro 65,0% degli uomini), soprattutto dopo i 44 anni, mentre si annullano tra i più giovani (15-24 anni), i quali mostrano livelli prossimi alla saturazione.

Nel 2015 permane un forte squilibrio tra le persone che vivono in regioni differenti, così come in contesti metropolitani e urbani piuttosto che extra-urbani. In particolare, sono soprattutto le persone residenti al Nord a presentare le percentuali più elevate di chi ha navigato in Rete negli ultimi 12 mesi (65,2% del Nord-est contro 53,1% del Sud). Pur rimanendo stabili rispetto all’anno precedente, risultano notevoli anche le differenze per grado di istruzione e condizione professionale: ad aver navigato in Rete negli ultimi 12 mesi sono soprattutto i laureati (89,9%) e i dirigenti, imprenditori e liberi professionisti (91%), mentre la quota scende a 56,8% tra chi è in possesso di licenza media e al 69,4% tra operai e apprendisti. Rispetto al 2014 le differenze sociali e territoriali rimangono sostanzialmente stabili. Nel 2015 i non utenti del web sono ancora più di un terzo (35,8%). In particolare, non si è mai connesso il 15,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni (353mila persone). Per i ragazzi di questa fascia di età il comportamento dei genitori condiziona fortemente l’uso del web: la quota scende infatti a 6,7% nelle famiglie in cui entrambi i genitori navigano, mentre sale a 45,2% se entrambi i genitori dichiarano di non navigare in Internet.

Nel 2015 ha utilizzato il web per fruire di contenuti culturali il 71% delle persone che hanno navigato in Internet negli ultimi 3 mesi; il 52,5% ha navigato in Rete per leggere giornali, informazioni, riviste online e il 32,7% ha guardato video in streaming. Un italiano su quattro si è connesso ad Internet per guardare film in streaming (25,1%), ascoltare la radio (23,0%), guardare programmi televisivi (22,5%). I maggiori fruitori sono i 15-24enni, con l’eccezione della lettura di giornali, informazioni o riviste per la quale si verifica il contrario. Quasi un terzo degli utenti di Internet (32,1%) pubblica sul web contenuti di propria creazione (come testi, fotografie, musica, video, software, ecc.), ma la quota sfiora il 50% fra i giovani di 18-24 anni.

Il web si rivela anche un importante strumento per l’interazione sociale. Più della metà degli internauti (56,1%) lo ha usato per creare un profilo utente, inviare messaggi o altro su Facebook o Twitter; oltre l’80% dei 15-24enni utilizza un social network e, fra questi, sette su 10 vi partecipano quotidianamente (contro il 56,6% della media). A livello territoriale, l’uso dei social network è meno diffuso al Nord (51,5% rispetto a 60% di utenti residenti nel Centro e nel Mezzogiorno). Meno frequente è invece l’utilizzo dei network professionali (12,0%). Negli ultimi anni si sta diffondendo la pratica di ricorrere a infrastrutture delocalizzate (cloud) per accedere o condividere file in ogni momento e su qualsiasi dispositivo. Nel 2015, circa un terzo degli utenti di 15 anni e più (29,2%, circa 8 milioni 844mila di internauti, in aumento rispetto al 2014 quando raggiungeva il 26,7%) ha fatto ricorso ai servizi cloud per salvare documenti, immagini o altri file. Tali servizi sono utilizzati soprattutto dai giovani, in particolare tra i 20-24 anni (40,3%). (AGI)

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