Luino | 31 Ottobre 2026

Luino, omicidio Rezzonico: nuova perizia psichiatrica sull’imputato

La Corte d'Assise di Varese affida a uno specialista sessanta giorni per valutare le condizioni mentali del 24enne accusato di aver ucciso il padre adottivo nel luglio 2025

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Sarà una nuova valutazione psichiatrica a contribuire a chiarire uno degli aspetti centrali del processo per l’omicidio di Boris Rezzonico, avvenuto a Luino il 6 luglio 2025. La Corte d’Assise di Varese ha infatti disposto ulteriori accertamenti sulle condizioni mentali di Ammanuel Francesco Rezzonico, il 24enne cittadino svizzero accusato di aver ucciso il padre adottivo con una coltellata.

Come riferisce il quotidiano La Prealpina, in un articolo a firma di Massimiliano Martini, l’incarico è stato affidato allo psichiatra Nicola Poloni, che avrà sessanta giorni di tempo per completare gli approfondimenti e depositare la propria relazione. Gli esiti saranno successivamente illustrati nel corso della prossima udienza, prevista per la fine di gennaio.

La decisione dei giudici arriva in seguito alle conclusioni differenti raggiunte dagli specialisti già intervenuti nel procedimento. Le precedenti valutazioni, infatti, non hanno fornito una risposta univoca sulla capacità dell’imputato di comprendere il significato delle proprie azioni e di determinarle liberamente al momento dell’omicidio.

Nel corso dell’incidente probatorio, la consulente nominata dal giudice per le indagini preliminari aveva riconosciuto una condizione di seminfermità mentale. Una conclusione diversa rispetto a quella dello specialista della difesa, secondo il quale sarebbe stato presente un vizio totale di mente.

Di segno opposto la posizione espressa dal consulente della Procura, che aveva invece ritenuto il giovane pienamente capace di intendere e di volere. Proprio la distanza tra queste valutazioni ha portato la Corte a richiedere un nuovo approfondimento tecnico.

La perizia dovrà esaminare tre questioni fondamentali: le condizioni psichiche di Rezzonico al momento dei fatti, la sua attuale capacità di partecipare consapevolmente al processo e l’eventuale presenza di una condizione di pericolosità sociale.

Le operazioni peritali prenderanno il via lunedì 9 novembre e coinvolgeranno anche gli specialisti incaricati dalle diverse parti processuali. Gli psichiatri sono stati autorizzati a incontrare l’imputato all’interno dell’istituto penitenziario nel quale si trova detenuto dall’arresto.

Per il pubblico ministero Pietro Bernardoni parteciperà la consulente Ilaria Rossetto, mentre le parti civili saranno rappresentate sul piano tecnico da Stefania Zeroli e Stefano Biscioni. I familiari costituiti nel procedimento, tra cui i fratelli dell’imputato e quelli della vittima, sono assistiti rispettivamente dagli avvocati Andrea Pusceddu e Giuseppe Sassi.

La difesa del 24enne, affidata all’avvocato Eugenio Losco, sarà invece affiancata dal consulente Marco Lagazzi. Il confronto tra gli specialisti accompagnerà quindi una fase particolarmente importante del procedimento giudiziario.

La vicenda risale alla giornata del 6 luglio 2025, quando Boris Rezzonico venne mortalmente ferito nell’abitazione della madre dell’imputato, ex moglie della vittima, a Luino. Le ragioni che avrebbero portato all’aggressione non sono state chiarite.

Secondo la ricostruzione emersa nel procedimento, poco prima dell’accoltellamento Ammanuel avrebbe chiesto al fratello di immobilizzare i genitori utilizzando un cavo telefonico, manifestando l’intenzione di ucciderli. Al rifiuto del fratello, il giovane si sarebbe rivolto contro il padre adottivo, colpendolo al cuore con un coltello. Sarebbe quindi nata una colluttazione durante la quale il fratello sarebbe riuscito a sottrargli l’arma.

Lo scontro sarebbe proseguito prima lungo le scale dell’abitazione e successivamente all’esterno, in via Vittorio Veneto, fino all’intervento dei carabinieri, che avevano arrestato il giovane.

Da allora il 24enne si trova in carcere, mentre il procedimento per omicidio volontario è arrivato davanti alla Corte d’Assise di Varese. La nuova perizia rappresenta ora un passaggio rilevante per l’accertamento delle sue condizioni psichiche e per le successive valutazioni dei giudici.

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