Si è chiuso con una pesante condanna il processo per l’aggressione che nella serata del 4 ottobre 2025 aveva sconvolto il lungolago di Luino.
Come riporta il quotidiano La Prealpina in un articolo a firma di Paolo Grosso, infatti, il collegio del Tribunale di Varese ha reso nota oggi, giovedì 29 ottobre, la sentenza che prevede la pena complessiva di tredici anni e otto mesi di reclusione nei confronti dei due giovani tunisini giudicati per aver colpito con un machete un 17enne in piazza Libertà e per detenzione di droga a fini di spaccio. La pena si compone di undici anni e due mesi per tentato omicidio e di due anni e sei mesi per la detenzione di stupefacenti.
A pronunciare la sentenza è stato il collegio presieduto dal giudice Alessandro Chionna, che lo scorso agosto aveva respinto la richiesta della difesa di riqualificare il reato di tentato omicidio in rissa.
Questa tesi era stata sostenuta in aula dall’avvocato Corrado Viazzo, che si era basato sul video dello scontro acquisito durante il dibattimento: secondo il legale, dalle immagini, sarebbe stato il ragazzo ferito ad avventarsi per primo sugli imputati. La ricostruzione non ha però convinto né il pubblico ministero Stefania Nadalini, che a conclusione della requisitoria aveva chiesto dodici anni di reclusione, né i giudici. Terminata l’udienza, riferisce il quotidiano, il difensore ha espresso apertamente il proprio dissenso verso il verdetto.
Un terzo giovane coinvolto nei fatti dell’ottobre 2025 – con un ruolo ritenuto secondario – ha già definito la propria posizione in un procedimento separato, patteggiando due anni e sei mesi di reclusione con pena sospesa.
Secondo quanto ricostruito, il tutto ha avuto origine da una richiesta di soldi accompagnata da un’offerta di stupefacenti: i due tunisini si erano avvicinati a un gruppo di giovani italiani chiedendo venti euro e proponendo loro di acquistare droga. Di fronte al loro rifiuto, il clima si era fatto teso.
Poco dopo i due erano tornati sul posto, questa volta in tre, e la situazione era degenerata, sfociando nell’aggressione in cui sono stati utilizzati un machete e un altro coltello. E proprio per ripararsi da un colpo diretto alla testa, il 17enne aveva sollevato il braccio sinistro, riportando gravissime lesioni a tendini, muscoli e ossa che hanno reso necessarie già tre operazioni chirurgiche e le cui conseguenze potrebbero comprometterne anche la futura capacità lavorativa. Un altro ragazzo, invece, era rimasto ferito a una gamba.
Il collegio ha inoltre riconosciuto una provvisionale di 36mila euro al ragazzo e ai suoi genitori, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Roberta Succi: un anticipo sul risarcimento complessivo, che dovrà essere quantificato in sede civile, ma che vede una richiestam avanzata dalla famiglia, che supera i centomila euro.
Alla lettura della sentenza la madre del 17enne, Sonia Guidotti, si è detta «felicissima», riferisce La Prealpina: «La nostra famiglia è soddisfatta, è stata fatta giustizia. Certo, le lesioni subite da mio figlio resteranno, ma è vivo».
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