Mesenzana | 14 Ottobre 2026

Mesenzana, scarichi abusivi nella fognatura: denunciato il titolare di un autolavaggio

I Carabinieri Forestali di Cunardo hanno scoperto acque reflue industriali immesse senza autorizzazione nella rete pubblica. Le analisi hanno rilevato tracce di rame e zinco

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Un autolavaggio di Mesenzana scaricava le proprie acque reflue industriali direttamente nella pubblica fognatura senza le necessarie autorizzazioni ambientali. È quanto emerso da un’attività di controllo condotta dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Cunardo, che hanno denunciato in stato di libertà all’Autorità giudiziaria il titolare dell’attività per il reato di scarico non autorizzato di acque reflue industriali.

L’operazione rientra nell’ambito delle attività di vigilanza svolte dai militari a tutela delle risorse idriche e dell’ambiente, attraverso verifiche mirate sulle attività produttive e commerciali presenti nel territorio della provincia di Varese.

In particolare, i Carabinieri Forestali hanno effettuato una serie di controlli documentali finalizzati ad accertare il possesso delle autorizzazioni ambientali previste dalla normativa per la gestione e lo smaltimento delle acque reflue derivanti dalle attività di settore.

Durante gli accertamenti è emerso che l’impianto di autolavaggio di Mesenzana convogliava i propri scarichi direttamente nella rete fognaria pubblica in assenza della prescritta autorizzazione. Una situazione che ha portato i militari ad approfondire le verifiche anche sulla composizione delle acque immesse nella fognatura.

Sono stati quindi effettuati campionamenti delle acque di scarico, successivamente sottoposte ad analisi di laboratorio per individuare l’eventuale presenza di sostanze potenzialmente pericolose.

Gli esami hanno rilevato tracce di metalli, nello specifico rame e zinco, classificati tra le sostanze pericolose considerate nell’ambito delle verifiche ambientali. Le concentrazioni riscontrate sono tuttavia risultate molto basse, come precisato dagli stessi Carabinieri Forestali.

Al termine degli accertamenti, il titolare della struttura è stato deferito in stato di libertà all’Autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di scarico non autorizzato di acque reflue industriali. La normativa prevede, per questa violazione, la pena dell’arresto da tre mesi a tre anni e un’ammenda da 5mila a 52mila euro.

L’intervento ha consentito di individuare una situazione di irregolarità nella gestione degli scarichi, evidenziando l’importanza dei controlli sulle attività che producono acque reflue potenzialmente contenenti residui di detergenti, sostanze chimiche e altri materiali derivanti dai processi di lavorazione.

Alla luce dell’operazione, i Carabinieri Forestali di Cunardo ricordano agli operatori economici che ogni scarico di acque reflue proveniente da attività produttive o commerciali deve essere preventivamente autorizzato dagli enti competenti, nel rispetto delle disposizioni previste dalla legislazione ambientale.

I militari invitano inoltre i cittadini a segnalare tempestivamente eventuali situazioni sospette o presunti illeciti ambientali, così da consentire alle autorità di effettuare le verifiche necessarie a tutela del territorio e delle risorse naturali.

La posizione del titolare dell’autolavaggio sarà ora valutata dall’Autorità giudiziaria, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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