Varese | 10 Ottobre 2026

Microplastiche trasformate in nuove risorse: l’Università dell’Insubria chiude il progetto ProPla

Il progetto ProPla, coordinato dall’Università dell’Insubria e finanziato da Fondazione Cariplo, ha studiato nuove soluzioni biotecnologiche per valorizzare le microplastiche

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Trasformare le microplastiche da problema ambientale a possibile risorsa per nuovi processi produttivi. È la sfida affrontata da ProPla – Proteins from Plastics, il progetto di ricerca coordinato dall’Università degli Studi dell’Insubria e finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando dedicato all’economia circolare.

Il percorso, durato tre anni, si è concluso lunedì 5 ottobre a Milano, nell’Aula Morandi del Centro Congressi Fast, con un evento dedicato alla presentazione dei risultati scientifici e al confronto sulle prospettive future della ricerca e dell’innovazione per una filiera delle plastiche più sostenibile.

Al centro del progetto c’è il microPET, ovvero il polietilene tereftalato presente sotto forma di microplastiche nelle acque. L’obiettivo scientifico è stato sviluppare approcci biotecnologici capaci di recuperare questo materiale e convertirlo in amminoacidi, composti che possono trovare applicazione in diversi ambiti produttivi.

A guidare ProPla è stato Loredano Pollegioni, professore del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita dell’Università dell’Insubria, mettendo a disposizione le competenze dell’ateneo nell’ingegneria enzimatica e nella biologia dei sistemi.

Il progetto ha affrontato diverse fasi del processo, dal recupero delle microplastiche alla loro possibile trasformazione in prodotti a maggiore valore aggiunto. L’attività scientifica ha seguito due principali direttrici: lo sviluppo di un ceppo batterico capace di trasformare il microPET e lo studio del microbiota intestinale delle larve di mosca soldato nera, con l’obiettivo di migliorarne la capacità di bioconversione.

Si tratta di un approccio che punta a esplorare nuove possibilità per il trattamento dei rifiuti plastici attraverso processi biologici, affiancando alla ricerca di laboratorio valutazioni ambientali ed economiche e analisi sulle potenzialità di applicazione industriale.

La sfida non riguarda soltanto la possibilità di intervenire sull’inquinamento da microplastiche, ma anche quella di individuare modalità di recupero che consentano di valorizzare materiali altrimenti destinati a diventare scarti.

ProPla ha riunito sei unità di ricerca, coinvolgendo, oltre all’Università dell’Insubria, l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Milano-Bicocca e l’Istituto di Ricerca sulle Acque del Cnr.

La collaborazione ha permesso di integrare competenze differenti: dallo studio dell’inquinamento da plastica alla microbiologia, dall’entomologia all’economia, fino alle analisi del ciclo di vita dei materiali.

Una multidisciplinarità necessaria per affrontare un problema complesso come quello delle microplastiche, che richiede non soltanto soluzioni scientifiche, ma anche una valutazione della loro sostenibilità e delle condizioni necessarie per un eventuale impiego su scala industriale.

Il progetto ha inoltre coinvolto il mondo delle imprese. Nel corso dell’evento conclusivo sono state presentate le attività svolte insieme alle aziende che hanno supportato ProPla: Plastipak, Lati e Bict.

Il dialogo tra università e sistema produttivo rappresenta infatti uno degli elementi centrali per trasformare i risultati della ricerca in tecnologie concretamente utilizzabili e favorire lo sviluppo di nuovi processi nell’ambito della bioeconomia circolare.

La giornata conclusiva non è stata soltanto un momento di restituzione dei risultati scientifici, ma anche un’occasione per discutere delle possibilità di sviluppo delle tecnologie sperimentate e del loro trasferimento al mondo produttivo.

Dopo la presentazione delle attività dei partner e delle iniziative di divulgazione, con un contributo dedicato anche al gruppo giovani, i lavori si sono conclusi con una tavola rotonda sul ruolo dell’innovazione nella costruzione di una filiera più sostenibile.

Ad aprire il confronto è stato lo stesso Pollegioni, con un intervento dedicato alle prospettive future del progetto e alle opportunità di trasferimento tecnologico.

Alla discussione hanno preso parte rappresentanti di Regione Lombardia, Confservizi Lombardia, Confindustria Varese, Camera di Commercio di Varese, Lombardy Energy Cleantech Cluster e Università di Milano-Bicocca.

Il confronto ha permesso di approfondire le condizioni necessarie per favorire l’adozione delle innovazioni sviluppate dalla ricerca, mettendo in relazione le esigenze del mondo scientifico con quelle delle imprese e delle istituzioni.

La conclusione di ProPla segna la fine di un percorso di ricerca triennale, ma lascia aperta la riflessione sulle possibilità offerte dalle biotecnologie per affrontare l’inquinamento da plastica.

La trasformazione del microPET in amminoacidi rappresenta una delle strade esplorate per recuperare valore dai materiali plastici e contribuire allo sviluppo di modelli produttivi più circolari. Perché queste soluzioni possano trovare applicazione concreta, sarà fondamentale proseguire il lavoro sulle tecnologie, valutarne la sostenibilità e rafforzare la collaborazione tra ricerca e industria.

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