Un pomeriggio per fermarsi, guardarsi indietro e dire semplicemente “grazie”. È questo il significato della prima edizione della “Festa del Grazie”, organizzata lunedì 5 ottobre alla Fondazione Mons. Comi di Luino per celebrare le tante persone che, nel corso degli anni, hanno contribuito e continuano a contribuire alla crescita della storica istituzione sociosanitaria.
Dipendenti, residenti, familiari, volontari e rappresentanti delle istituzioni si sono ritrovati insieme in un clima di condivisione e riconoscenza, in una giornata pensata per valorizzare non soltanto i risultati raggiunti, ma soprattutto le persone che ogni giorno rendono possibile la vita della Fondazione.
Ad aprire il pomeriggio è stato il direttore generale Pierfrancesco Buchi, che ha spiegato il senso di un’iniziativa nata da una parola semplice, ma tutt’altro che scontata.
«Abbiamo voluto chiamare questo momento Festa del Grazie perché nasce da una parola molto semplice, che troppo spesso rischiamo di dare per scontata: grazie», ha sottolineato Buchi. «In una realtà come la nostra siamo abituati a correre, ad affrontare problemi e a programmare quello che verrà domani. Ogni tanto, però, è importante fermarci, guardarci attorno e riconoscere il valore delle persone che hanno dato e continuano a dare qualcosa al Comi».
Uno dei momenti più significativi della giornata è stato il riconoscimento dedicato al Consiglio di amministrazione, ormai prossimo alla conclusione del mandato quadriennale 2022-2026.
Per la prima volta la Fondazione ha scelto di rendere pubblico il proprio ringraziamento agli amministratori per l’impegno svolto a titolo volontario. Le targhe sono state consegnate da alcuni dipendenti, scelti in rappresentanza di tutto il personale.
Raffaella Vicentini ha premiato il presidente Gianfranco Malagola, Micaela Gattolin la vicepresidente Enrica Nogara, Ilenia La Rocca il consigliere Giovanni Lamantia, David Grandi la consigliera Maria Vittoria Marino ed Enrico Maccianti il consigliere Marco Lecchi.
«Una scelta dal forte valore simbolico – ha spiegato Buchi – per esprimere il riconoscimento del personale nei confronti di chi ha assunto responsabilità e decisioni al servizio della Fondazione».
Nel suo intervento, il presidente Malagola ha ripercorso i quattro anni di mandato, ricordando le principali scelte organizzative e gli investimenti messi in campo per consolidare e sviluppare i servizi del Comi. Tra gli interventi citati, la riqualificazione del Nucleo Alzheimer, lo sviluppo del Polo per la Cura delle Demenze, il potenziamento delle attività assistenziali e riabilitative, la valorizzazione delle aree verdi e il rafforzamento delle collaborazioni con il territorio.
La vicepresidente Enrica Nogara ha invece rivolto il proprio ringraziamento a tutte le persone che, dentro e fuori dalla Fondazione, hanno accompagnato il percorso del Comi: dagli amministratori alla Direzione, dal personale sanitario e assistenziale ai dipendenti dei diversi servizi, passando per volontari, benefattori, associazioni e istituzioni.
Il sindaco di Luino Andrea Pellicini, a nome degli amministratori locali, ha confermato la vicinanza delle istituzioni alla Fondazione, esprimendo particolare apprezzamento per il lavoro del direttore generale Buchi, del quale ha sottolineato la presenza costante e l’attenzione concreta alle esigenze della struttura.
Fabio Passera, in rappresentanza della Provincia di Varese, ha posto l’accento sulla grande umanità dimostrata quotidianamente dagli operatori nell’assistenza alle persone anziane e fragili.
Pinuccia Mandella, presidente del Piano di Zona, ha invece evidenziato il valore delle collaborazioni territoriali sviluppate dalla Fondazione e l’importanza di costruire una rete sempre più integrata di servizi.
Presente anche la consigliera regionale Romana Dell’Erba, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni regionali nei confronti della realtà luinese.
Tra i momenti della festa anche il riconoscimento a due presenze particolarmente importanti nella vita quotidiana del Comi: l’Associazione di Volontariato Mons. Comi e don Cesare, parroco di Luino.
A ricevere la targa per l’associazione è stato Pietro Birtolo, in rappresentanza della presidente Maria Milani. A consegnargliela è stata Isabella Santulli, che ha anche letto un messaggio della presidente.
Un riconoscimento è stato poi consegnato a don Cesare per la sua vicinanza spirituale e umana alla Fondazione. La targa è stata affidata alla dottoressa Antonella Biason.
Particolarmente emozionante è stata la premiazione dei dipendenti che hanno raggiunto importanti traguardi di anzianità di servizio, dai 5 ai 35 anni.
I riconoscimenti, consegnati dal presidente Malagola e dalla consigliera regionale Dell’Erba, hanno rappresentato un omaggio non soltanto agli anni trascorsi sul posto di lavoro, ma anche alla professionalità, alla dedizione e alle relazioni costruite nel tempo con generazioni di residenti e familiari.
È proprio in queste storie personali che emerge una parte importante dell’identità del Comi: una realtà nella quale competenze professionali e dimensione umana si intrecciano quotidianamente.
La “Festa del Grazie” si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione dell’identità e della storia ultracentenaria della Fondazione. Un percorso che negli ultimi mesi ha visto una particolare attenzione anche al miglioramento delle relazioni interne, al dialogo tra personale e Direzione e al rapporto con residenti e familiari, con l’obiettivo di rafforzare un clima di fiducia e collaborazione.
La manifestazione si è conclusa con un momento conviviale, reso possibile anche grazie alla partecipazione della Famiglia Amalfi – RDS Pizza, che ha contribuito a rendere ancora più piacevole il pomeriggio.
Una festa semplice e volutamente sobria, dunque, ma capace di trasmettere un messaggio profondo: prima ancora dei servizi, delle strutture e degli obiettivi, una realtà come il Comi è fatta dalle persone che la vivono e la accompagnano ogni giorno.
Ed è proprio questo il senso delle parole con cui il direttore generale Buchi ha concluso l’incontro: «Il Comi non è soltanto una struttura o un insieme di servizi. Il Comi è soprattutto una storia fatta di persone. E oggi, a tutte queste persone, vogliamo semplicemente dire: grazie».
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