(foto di Menta e Rosmarino) «Quasi mille pagine. Non di romanzi, non di gialli e nemmeno di ricette della nonna, ma di parole. Parole raccolte una a una, rincorse nei cortili, nelle stalle, nelle osterie, nelle cucine dove il dialetto era la lingua naturale della vita quotidiana».
È il “Vocabolario del dialetto del Lago di Varese”, che verrà presentato ufficialmente sabato 3 ottobre alle ore 21.00, nella Sala Consiliare di Gavirate: frutto del lungo e appassionato lavoro di Maurizio Danelli e Giorgio Sassi, lavoro portato avanti da “Menta e Rosmarino” e che ha richiesto almeno trent’anni «di pazienza, memoria e ostinazione».
Danelli e Sassi non sono solo due studiosi, ma – come si legge nella postfazione di Alberto Palazzi – «due autentici “parlanti madrelingua” del dialetto, quando il dialetto non si studiava: si respirava. Lo si imparava prima dell’italiano e lo si usava per discutere, scherzare, lavorare e, all’occorrenza, anche per dare qualche sonora strigliata».
In concreto, il vocabolario – che consta di otto volumi racchiusi in un cofanetto – raccoglie il patrimonio linguistico del dialetto che viene parlato sulle due sponde del lago di Varese, in particolare nei comuni di Varese, Azzate, Bodio Lomnago, Cazzago Brabbia, Biandronno, Bardello con Malgesso e Bregano, Gavirate e Cocquio Trevisago. E l’intento non è nostalgico, bensì quello di «consegnare alla memoria collettiva una lingua che ha raccontato per secoli il carattere della nostra gente».
Nel corso della serata di presentazione di sabato, che verrà moderata da Marco Vergottini, interverranno anche il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e altre autorità, oltre agli autori e a Federica Lucchini e Romano Oldrini.
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