Brezzo di Bedero | 24 Settembre 2026

Brezzo di Bedero, rifiuti edili gettati nel lago: denunciato un imprenditore

I Carabinieri Forestali di Luino hanno individuato detriti a una profondità tra 7 e 13 metri. Gli accertamenti sono partiti dalla segnalazione di un residente

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I Carabinieri Forestali del Nucleo di Luino hanno deferito all’Autorità Giudiziaria un cittadino comunitario, proprietario di un immobile situato sulle sponde del Lago Maggiore, per l’ipotesi di reato di abbandono di rifiuti non pericolosi.

L’indagine ha preso il via grazie alla segnalazione di un residente che ha notato alcune persone gettare nelle acque del lago scarti edili derivanti dai lavori di rifacimento della terrazza dell’immobile. A seguito dell’esposto, i militari si sono recati prontamente sul posto, riscontrando la presenza in acqua di diversi cumuli di materiale da demolizione, costituiti principalmente da conglomerati cementizi e piastrelle.

Al fine di quantificare il danno ambientale e verificare l’entità dello sversamento, è stata disposta un’approfondita ispezione del fondale lacustre. L’attività, condotta anche via lago con l’ausilio della Motovedetta della Compagnia Carabinieri di Luino e con il supporto di sommozzatori specializzati dell’Associazione Nazionale Istruttori Subacquei, ha permesso di rinvenire e filmare un ingente quantitativo di detriti adagiati a una profondità compresa tra i 7 e i 13 metri.

A conclusione degli accertamenti, il proprietario dell’immobile, in qualità di committente e titolare della ditta esecutrice dei lavori, è stato denunciato con l’accusa di aver deliberatamente sversato il materiale nel lago, azione che, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata finalizzata a eludere i costi di trasporto e di conferimento presso gli impianti autorizzati, con conseguente illecito vantaggio economico.

Considerata la particolare tutela ambientale e paesaggistica di cui gode il bacino del Lago Maggiore, non viene esclusa la configurazione di ulteriori e diverse ipotesi di reato. Resta fermo che, per la sola condotta di immissione incontrollata di rifiuti nelle acque da parte del titolare d’impresa, la normativa prevede la pena dell’arresto da sei mesi a due anni o l’ammenda da 3.000 a 27.000 euro.

Al trasgressore verrà inoltre imposto l’obbligo di provvedere, a proprie spese, al recupero del materiale sommerso e al completo ripristino dello stato dei luoghi.

La collaborazione attiva tra cittadinanza e Forze dell’Ordine, come dimostrato in questa circostanza, rappresenta uno strumento fondamentale per contrastare gli illeciti ambientali e proteggere il territorio locale. La tutela dell’ambiente è una responsabilità di tutti.

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