Varese | 20 Settembre 2026

Bocce Coppa Varese, apoteosi Casciago: è festa grande a Ternate

I biancorossi superano la Renese in semifinale e poi dominano Carnago nell’atto conclusivo. La seconda edizione della Coppa Varese si chiude con un successo di pubblico e spettacolo

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(di Roberto Bramani Araldi) Sabato 19 settembre, bocciodromo di Ternate: qui vanno a compiersi i destini delle quattro compagni duramente selezionate nei due gironi della Coppa Varese. Finalmente saranno in grado di sciogliere i nodi che avviluppano le sentenze che ormai incombono sulla manifestazione.

Le quattro squadre, agguerrite e caparbie, si guatano in cagnesco e pur il Manzoni nel suo cinque maggio li aveva evocati: “l’un contro l’altro armato, sommessi a lui si volsero, come aspettando il fato” apprestati a duellare con decisione, quasi con ferocia, pur di prevalere e di far pesare il valore, non solo di usberghi e di mezzi d’offesa, ma soprattutto della capacità di offendere e di evitare di essere colpiti.

Dante l’aveva ben compreso, nella cantica dedicata all’inferno, nel canto quattordicesimo: aveva ipotizzato che i violenti avrebbero subito una tempesta di fuoco, principalmente di zolfo, che avrebbe perseguitato i dannati.

Lì a Ternate era ampiamente percepibile l’atmosfera satura di vapori sulfurei, tanto era rabbiosa la fermezza nel voler conseguire il successo, quasi a volersi immedesimare nel gioco fantastico del sommo vate.

Su uno dei campi si davano battaglia Casciago e la Renese: nell’individuale Guerrieri andava a scovare recondite reminiscenze d’incredibile precisione e di arte boccistica, colpiva al volo con una regolarità inattesa e nonostante il Milesi non avesse alcuna intenzione di soggiacere, s’imponeva con un punteggio con non ammetteva discussioni. 8-4 era il primo viraggio.

La coppia Branchini/Rodari, però, non riusciva a mantenere le promesse iniziali, cedeva gradualmente terreno, pur con i cambi in corso d’opera – Sara Politi al posto di Rodari -, fino alla virata su una sostanziale parità. Era la terna di Bergamin/Enzo/Vanoli a dirimere il senso della contesa, con la scatto finale fino al 24-18.

Sull’altro campo, dove la componente femminile in Carnago era davvero imponente – nell’individuale Alessia Trevisi, nella coppia Guzzetti/Petrera, nella terna ancora Trevisi – con ottime prestazioni di Petrera, si avverava un comportamento similare.

A fronte di un iniziale vantaggio di Basso Verbano – la Trevisi era arrivata a condurre per 4-0, salvo subire la rimonta di formichina Casonato fino al 5-8 finale – vedeva la coppia di Carnago macinare gli avversari, dove un irriconoscibile Alvisi spianava il terreno, fino al 16-10 del giro di boa, che doveva registrare un parziale di 11-2, davvero impietoso.

Intanto il tempo scorreva implacabile, le due contese erano comunque ben lontane dalla loro conclusione, il ricorso ai controlli, ai time-out era puntiglioso: nessuno era disposto a rinunciarvi, per cui le lancette dell’orologio a parete percorrevano senza sosta il loro percorso.

Carnago e Basso Verbano non avevano alcuna intenzione di deporre le armi, Manzoni o non Manzoni, si procedeva punto a punto, seppure sembrasse che gli arancioni avessero intenzione di agire sfiancando gli avversari per raccoglierne le vestigia per sfinimento. E così avveniva, Carnago prevaleva per 24-15, addirittura più tardi rispetto alla competizione che si stava svolgendo sull’altro campo.

La finale, pur combattuta, stranamente doveva annoverare un galoppo ventre a terra di Casciago che partiva con un secco 8-2, veniva parzialmente limitato con le coppie fino a un comunque rassicurante 16-7, fino a giustiziare i Carnaghesi per 24-9.

La Coppa Varese va in archivio, è stata un indubbio successo – basti vedere l’afflusso di pubblico per queste fasi finali – che richiederà altrettanto impegno, dedizione e passione per la prossima edizione. E’ solo la seconda edizione, ma è riuscita a donare attenzioni e partecipazioni senza dubbio inusuali.

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