Milano | 19 Settembre 2026

Si è spento Sandro Mazzola, leggenda e bandiera dell’Inter

Lo storico calciatore è scomparso all'età di 83 anni. La squadra: «Aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile»

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È morto all’età di 83 anni Sandro Mazzola, storico calciatore e capitano, simbolo dell’Inter, scomparso a seguito di una lunga malattia. La pagina Facebook della squadra, tramite un post, lo saluta e lo ricorda così: «C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori».

Nato a Torino l’8 novembre 1942, Mazzola ha legato la propria carriera alla maglia dell’Inter. Entrato nel settore giovanile nerazzurro da bambino, esordì in prima squadra nel 1961, a soli 18 anni, segnando anche il suo primo gol proprio in quell’occasione.

Fu uno dei protagonisti della Grande Inter di Helenio Herrera, la squadra che negli anni Sessanta conquistò alcuni dei più importanti trofei della storia nerazzurra. Con l’Inter Mazzola vinse quattro campionati, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Nel 1964 fu, inoltre, protagonista della vittoria nella prima Coppa dei Campioni del club, andando a segno due volte nella finale contro il Real Madrid.

Nel corso della sua carriera si aggiunsero anche importanti riconoscimenti individuali: nel 1965 fu capocannoniere della Serie A con 17 reti, mentre l’anno precedente aveva chiuso al primo posto tra i marcatori della Coppa dei Campioni con sette gol. Nel 1971 arrivò, invece, secondo nella classifica del Pallone d’Oro. Mazzola fu anche capitano dell’Inter e, dopo aver concluso la carriera da giocatore, rimase nel mondo del calcio ricoprendo il ruolo di dirigente e direttore sportivo.

La sua storia sportiva è stata legata anche a quella del padre Valentino Mazzola, capitano del Grande Torino, scomparso nella tragedia di Superga quando Sandro aveva appena sei anni. La squadra conclude così, su Facebook: «Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile».

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