Terza stagione consecutiva in Promozione per il Luino, ma con ambizioni diverse. Dopo due salvezze conquistate nelle ultime giornate, la squadra si presenta ai nastri di partenza con una rosa profondamente rinnovata e, almeno sulla carta, decisamente più competitiva. L’obiettivo minimo resta quello di mantenere la categoria, ma questa volta il Luino vuole provare a guardare oltre.
A confermarlo è mister Minniti, che ha da poco rinnovato il proprio rapporto con la società e si appresta ad affrontare una nuova stagione con entusiasmo, consapevolezza e soprattutto la voglia di alzare l’asticella.
«È stata la normale prosecuzione di un progetto – spiega il tecnico -. Non c’era alcun motivo, sia da una parte che dall’altra, per non proseguire insieme, viste le ambizioni sia mie che della società. Spero di portare a termine il lavoro come si aspetta la società e come mi aspetto anch’io».
Un progetto, dunque, che entra nel suo terzo capitolo e che punta a compiere un ulteriore passo in avanti. Il Luino si prepara infatti al terzo campionato consecutivo di Promozione. Le prime due stagioni hanno avuto come denominatore comune una salvezza raggiunta sul filo di lana, ma adesso l’allenatore chiede qualcosa in più.
«Lo stato d’animo è curioso e stimolato a fare sempre meglio. L’anno scorso ho dato il mio contributo, come il mister l’anno precedente, ma i protagonisti saranno sempre i ragazzi. Si stanno consolidando nella categoria, ma non devono pensare che basti così: bisogna essere sempre ambiziosi e pensare di fare sempre meglio».
La rosa costruita dalla società sembra offrire al tecnico maggiori possibilità rispetto al passato e, di conseguenza, anche l’obiettivo non può più essere limitato alla semplice permanenza in categoria.
«Dopo le ultime due salvezze penso sia giusto essere più coraggiosi e guardare oltre. È ovvio che l’obiettivo è sempre salvare la categoria, ma non può più bastare: dobbiamo provare a vedere cosa c’è oltre e faremo di tutto per farlo».
Il mercato ha consegnato al tecnico una rosa importante, arricchita da giocatori di livello, ma l’attenzione non è rivolta soltanto ai nuovi arrivati.
«La rosa messa a disposizione è importante. Oltre agli arrivi di grande livello voglio focalizzare l’attenzione anche sui “vecchi” che sono rimasti. È una rosa importante e dobbiamo, necessariamente e in maniera molto onesta, alzare l’asticella».
Una crescita che sembra essere già partita all’interno dello spogliatoio. «Si vive un bel clima. È vero che ancora non sono iniziate le partite ufficiali, ma non vediamo l’ora di iniziare e cercare di fare risultato. Poi è il risultato, gioco forza, a determinare l’umore di uno spogliatoio».
Uno degli aspetti sui quali il Luino dovrà necessariamente lavorare riguarda l’equilibrio tattico. La scorsa stagione la squadra si è distinta per la capacità di trovare con grande frequenza la via del gol, ma allo stesso tempo ha incassato troppo.
Il mister non si nasconde: «Abbiamo segnato molti gol, ma abbiamo subito tantissimo e questa cosa non va bene. Ci vuole sempre equilibrio».
Non ci saranno però rivoluzioni tattiche. La filosofia resterà offensiva e fedele all’identità della squadra: «La mentalità deve essere sempre quella di fare un gol in più. Ovviamente dobbiamo essere bravi anche a cercare di vincere solamente per 1-0. Prendere troppi gol non fa mai bene, vuol dire che c’è poco equilibrio e poca attenzione. Però l’idea deve essere sempre quella di non mollare mai per fare un gol in più».
Il nuovo campionato si annuncia particolarmente competitivo. L’inserimento di formazioni come Meda, Seveso e Rovellasca, insieme alle tante squadre che hanno investito sul mercato, ha ulteriormente alzato il livello.
«Il girone è di ferro, mi sembra molto molto competitivo», il giudizio del tecnico, che individua anche le principali candidate ai vertici. Tra le favorite ci sono le realtà brianzole, ma soprattutto il Gallarate: «Per me è la candidata numero uno».
Subito dietro, secondo il mister, ci sono diverse squadre da tenere sotto osservazione: «Non posso non citare l’Accademia BMV, che ha fatto un mercato da Eccellenza, e la Sestese».
E poi c’è una possibile sorpresa: «Occhio all’Inveruno che non ne parla nessuno, ma ha fatto acquisti mirati, ha mantenuto lo zoccolo duro e ha un mister che stimo».
Infine, una speranza che suona quasi come una promessa: «E poi speriamo di esserci anche noi a dar fastidio».
Il calendario ha già definito il percorso del Luino, ma secondo il tecnico non sarà certo la sequenza degli impegni a determinare il destino della squadra. «Non ci sono partite facili. Le devi comunque incontrare tutte e affrontarle tutte in maniera seria e con la fame. Non è il calendario che determina un campionato, ma sei tu che lo determini».
Una filosofia che accompagnerà il Luino fin dalla prima giornata. L’esordio del 13 settembre sarà infatti tutt’altro che semplice. Il Luino sarà impegnato sul campo del Ceriano Laghetto, avversario che il tecnico considera particolarmente insidioso.
«Partiamo da Ceriano Laghetto, che è sempre un campo pericolosissimo per mille motivi, contro una squadra che fa dell’intensità la sua caratteristica e che non è mai facile da affrontare».
Servirà quindi una prestazione di grande attenzione: «Dovremo fare una partita molto molto attenta. Ogni episodio può essere determinante».
Il precampionato si è chiuso con un bilancio di una vittoria, un pareggio e due sconfitte. Numeri che, però, vanno letti nella giusta prospettiva.
«Le amichevoli servono molto per dare minutaggio a tutti i ragazzi, fanno testo ma relativamente. C’è chi riesce a dare di più, chi di meno, chi ha subito maggiormente i carichi della preparazione».
Con l’arrivo delle partite ufficiali cambierà tutto: «Quando ci saranno i tre punti in palio cambiano le motivazioni, gli stimoli, gli atteggiamenti». Il giudizio complessivo resta comunque positivo: «Ho visto cose buone, ma c’è ancora tanto da migliorare».
Rispetto alla passata stagione, però, c’è una differenza sostanziale: oggi mister e squadra si conoscono molto meglio.
«Mentre l’anno scorso non ci conoscevamo, dove la fiducia, da entrambe le parti, andava conquistata, mi auguro che quest’anno i ragazzi si fidino del lavoro del mister e dello staff e poi vedremo cosa succede».
Dal gruppo, il tecnico si aspetta soprattutto serietà, continuità e disponibilità al lavoro. E, a giudicare da quanto visto in preparazione, le risposte stanno arrivando.
«Loro devono solo fare quello per cui sono stati presi: lavorare seriamente e dare continuità nelle prestazioni. Ma lo vedo già dagli allenamenti: hanno switchato. Sono molto, molto soddisfatto».
E alla fine arriva la domanda più difficile: dove può arrivare questo Luino?
Il mister non si sbilancia, ma sceglie una risposta che lascia spazio alle ambizioni della squadra.
«L’anno scorso, a dicembre, dissi che la sorpresa poteva essere il Luino, ma poi così non è stato. Non lo so dove può arrivare: io ti dico che può arrivare dove vuole arrivare».
Una frase che racchiude perfettamente lo spirito con cui il Luino si prepara alla nuova stagione. Dopo due anni vissuti con l’obiettivo primario di salvarsi, è arrivato il momento di provare a cambiare prospettiva.
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