Prende il via il calendario autunnale del Festival del Racconto 2026, la rassegna che dal 2006 accompagna il Premio Chiara portando nelle sedi più iconiche della Regione Insubrica importanti personalità della cultura, della letteratura e dell’informazione.
Il programma, presentato nella Sala Morselli della Biblioteca Civica di Varese, propone diciannove appuntamenti tra settembre e dicembre, con una significativa appendice nel gennaio 2027. Gli incontri toccheranno Varese, Luino, Venegono Superiore, Azzate, Gallarate e Lugano, confermando la vocazione territoriale e transfrontaliera della manifestazione.
La Biblioteca Civica di Varese, luogo simbolo della lettura e della cultura della parola in città, è anche la sede operativa del Premio Chiara, grazie alla convenzione sottoscritta lo scorso aprile tra il Comune di Varese e gli Amici di Piero Chiara, che ha rafforzato la collaborazione tra le due realtà.
Il Festival nasce nel segno di Piero Chiara, dello scrittore luinese di cui nel 2026 ricorre il quarantennale della scomparsa. La sua capacità di raccontare la quotidianità, il talento per la narrazione breve e quello sguardo curioso e attento sulle vicende umane rappresentano ancora oggi la cifra ispiratrice della rassegna.
Il Festival completa così l’offerta culturale del Premio, allargando il racconto a linguaggi, temi e punti di vista differenti. Letteratura e lingua si intrecciano con la memoria del territorio, i grandi temi dell’attualità, l’attenzione alle nuove generazioni e la valorizzazione dei luoghi.
Proprio in occasione del quarantennale della morte dello scrittore, il ciclo #Chiara8626 accompagnerà la stagione con una serie di appuntamenti dedicati alla sua figura e alla sua eredità letteraria.
Il momento centrale dell’intera rassegna sarà la finale della XXXVIII edizione del Premio Chiara, in programma domenica 18 ottobre alle 17 nella Sala Napoleonica delle Ville Ponti di Varese.
A contendersi il riconoscimento saranno Gianni Biondillo, con La tempesta perfetta e altre storie (Guanda), Marco Malvaldi, con L’uomo vestito d’arancione (Sellerio), e Francesca Scotti, con La stagione delle case vuote (Hacca).
I tre finalisti dialogheranno con Marta Morazzoni e Romano Oldrini, mentre a condurre sarà Claudia Donadoni. Il momento più atteso sarà lo spoglio in diretta dei voti della Giuria dei Lettori, curato dal notaio Nicoletta Borghi, che decreterà il vincitore.
Durante la stessa cerimonia saranno assegnati anche il Premio Chiara Giovani, dedicato quest’anno al tema “Gioco”, e il Premio Chiara Inediti, vinto da Luca Astone con Il deposito delle metamorfosi. L’opera sarà pubblicata da Copia Unica, che debutta così come editore ufficiale del concorso.
La finale sarà preceduta da due appuntamenti che porteranno i finalisti oltre i confini della provincia. Sabato 17 ottobre alle 18 alla Biblioteca Cantonale di Lugano e domenica 18 ottobre alle 10.30 al Museo MAGA di Gallarate sono infatti in programma due incontri che sottolineano ancora una volta la dimensione transfrontaliera del Premio.
L’apertura ufficiale del calendario è affidata ai giovani. Domenica 20 settembre alle 16, alla Sala Montanari di Varese, è in programma la Festa del Racconto, una giornata dedicata ai concorsi rivolti alle nuove generazioni.
Saranno presenti i 25 finalisti del Premio Chiara Giovani, mentre si svolgeranno le finali delle due novità di questa edizione: il Premio Chiara “12-14”, rivolto alla fascia d’età compresa tra i 12 e i 14 anni, e “Una voce per Piero Chiara”, il concorso dedicato alla lettura e all’interpretazione dei racconti dello scrittore attraverso il podcast.
Domenica 27 settembre, sempre alla Sala Montanari, spazio invece al teatro con Francesco Pellicini, autore e interprete dello spettacolo Felice Musazzi, dal fronte al palco, realizzato in collaborazione con il Festival dei Laghi Lombardi. Attraverso le lettere dal fronte, lo spettacolo racconta un volto meno conosciuto del fondatore dei Legnanesi, lontano dalla maschera della Teresa.
Tutti gli appuntamenti del Festival del Racconto 2026 sono a ingresso libero. Una proposta ampia e trasversale che conferma la volontà del Premio Chiara di essere non soltanto un concorso letterario, ma un vero presidio culturale capace di mettere in dialogo generazioni, linguaggi e territori, oltre i confini italiani e svizzeri.
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