Gestione attiva e sostenibile delle foreste, prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico, tutela della biodiversità e valorizzazione delle filiere forestali. Sono questi i principali obiettivi del progetto di legge regionale dedicato alle risorse forestali, approvato a maggioranza dalla Commissione Agricoltura presieduta da Floriano Massardi (Lega).
Il provvedimento, intitolato “Iniziative sperimentali per la gestione attiva e sostenibile delle foreste e dei territori agro-silvo-pastorali”, arriva al termine di un percorso durato otto mesi, durante i quali la Commissione ha raccolto contributi e osservazioni attraverso audizioni che hanno coinvolto oltre 50 soggetti e realtà di categoria.
«Si tratta di un provvedimento che, seppur sperimentale, viene incontro alle esigenze degli operatori di settore», sottolinea Massardi, definendo il testo anche come un possibile modello pilota per altre Regioni.
Il progetto di legge riconosce la gestione attiva e sostenibile delle foreste come strumento di interesse pubblico. L’obiettivo è intervenire sul patrimonio boschivo non soltanto per valorizzarlo dal punto di vista economico, ma anche per rafforzare la sicurezza del territorio.
Tra le finalità indicate figurano infatti la prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi, la conservazione della biodiversità, la tutela del patrimonio naturale e la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
Parallelamente, il provvedimento punta a trasformare le risorse forestali in un‘opportunità di sviluppo, occupazione e crescita delle economie locali, con una particolare attenzione alle aree interne, dove la presenza di boschi e territori agro-silvo-pastorali rappresenta spesso una componente fondamentale del paesaggio e dell’economia.
Uno degli elementi centrali della proposta sono gli Ambiti per la gestione forestale e del territorio agro-silvo-pastorale sostenibile (AGFS). Si tratta di aree nelle quali avviare specifiche iniziative sperimentali attraverso una gestione associata e coordinata.
Il modello prevede la presenza di soggetti gestori unitari, che potranno assumere anche la forma di consorzi forestali o associazioni fondiarie. La gestione dovrà essere accompagnata da strumenti di pianificazione e da programmi annuali di intervento.
L’obiettivo è superare una delle criticità che caratterizzano il patrimonio forestale: la frammentazione delle proprietà, che può rendere complessi gli interventi di manutenzione e valorizzazione dei boschi.
Il progetto affronta inoltre il tema dei cosiddetti “terreni silenti”, ovvero quelle superfici caratterizzate da situazioni di abbandono o da una gestione insufficiente.
La proposta introduce strumenti destinati a superare queste situazioni e a garantire almeno gli interventi necessari alla sicurezza e alla tutela del territorio. In caso di inerzia da parte dei proprietari, è previsto anche un intervento dell’autorità forestale.
Una misura pensata soprattutto per quei territori nei quali l’abbandono della gestione può contribuire ad aumentare il rischio di incendi, dissesto e degrado del patrimonio boschivo.
Particolare attenzione viene riservata anche ai servizi ecosistemici garantiti dalle foreste: dalla regolazione del ciclo idrologico alla protezione del suolo, dal sequestro del carbonio alla conservazione della biodiversità.
Il progetto di legge prevede la possibilità di introdurre meccanismi di remunerazione e pagamento per i benefici ambientali prodotti dagli ecosistemi forestali a favore delle comunità.
La proposta interviene inoltre sulle filiere bosco-legno-energia, puntando su innovazione, tracciabilità ed economia circolare. Tra gli obiettivi c’è anche la produzione energetica da biomassa a filiera corta, nel rispetto delle disposizioni in materia di qualità dell’aria.
Per l’avvio delle sperimentazioni sono state previste risorse regionali complessive pari a 600 mila euro all’anno per il triennio 2027-2029.
Per la relatrice del provvedimento, Silvana Snider, il principio alla base della proposta è quello di una tutela che passa attraverso la gestione.
«La foresta si tutela prendendosene cura», spiega Snider, evidenziando come una gestione attiva possa contribuire contemporaneamente a prevenire incendi e dissesto idrogeologico, proteggere biodiversità e paesaggio e sostenere le filiere forestali.
Gli Ambiti sperimentali, secondo la relatrice, puntano a mettere in rete proprietari, enti forestali e imprese, riducendo frammentazione e abbandono e creando nuove opportunità soprattutto nelle aree interne.
Sulla stessa linea Giacomo Zamperini, che insieme a Snider ha presentato il subemendamento che ha sostituito il testo del progetto di legge iniziale.
Zamperini sottolinea in particolare il ruolo della biomassa legnosa, considerata una risorsa da valorizzare all’interno di una nuova cultura della gestione del territorio. L’obiettivo, spiega, è tenere insieme tutela ambientale, sicurezza e sviluppo sostenibile, rafforzando il ruolo delle comunità locali.
Nel corso del dibattito sono intervenuti anche i consiglieri regionali Ivan Rota e Massimo Vizzardi.
L’approvazione in Commissione rappresenta ora un passaggio importante verso l’iter successivo del provvedimento, che punta a introdurre in Lombardia un modello sperimentale per una gestione più coordinata del patrimonio forestale: non soltanto da proteggere, ma anche da curare, rendere più sicuro e valorizzare come risorsa ambientale ed economica.
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