Porto Ceresio | 3 Settembre 2026

Porto Ceresio, due nuove panchine raccontano la memoria del paese

A Piazzale Luraschi arrivano due nuove installazioni dedicate alla storia e alla comunità ceresina, tra le origini del paese, i ricordi di Salvatore Ferrara e il motto “Tegnemass strecc… vuremass ben"

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Due nuove panchine sono arrivate a impreziosire Piazzale Luraschi, nei pressi del Palazzo della Cultura “Salvatore Ferrara” a Porto Ceresio. Non semplici arredi urbani, ma vere e proprie installazioni dedicate alla memoria, alla storia e all’identità della comunità.

L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato negli scorsi anni con le panchine letterarie, trasformando così alcuni angoli del paese in piccoli luoghi dedicati alla cultura e alla memoria collettiva.

La prima panchina è dedicata a “Porto Ceresio – Ricordi di un tempo”, il libro scritto da Salvatore Ferrara, nel quale vengono ripercorse le origini del paese e raccontata una Porto Ceresio profondamente legata al lago e alla vita della sua comunità. Un paese che, come ricordato nelle pagine del volume, nacque come piccolo villaggio di pescatori sulle rive del Ceresio.

La collocazione della panchina assume un significato particolare: si trova infatti proprio accanto al Palazzo della Cultura intitolato a Salvatore Ferrara, creando un ideale collegamento tra il luogo della cultura e la memoria di chi ha contribuito a raccontare e conservare la storia del paese.

La seconda installazione guarda invece a una delle espressioni più autentiche della comunità ceresina di un tempo, rendendo omaggio alla “Famiglia Ceresina Giusto Gallo”. Un richiamo a persone, famiglie e tradizioni che hanno contribuito nel corso degli anni a costruire il tessuto sociale di Porto Ceresio.

A completare la panchina c’è un motto tanto semplice quanto significativo: “Tegnemass strecc… vuremass ben”, Stiamo uniti… vogliamoci bene.

Poche parole che racchiudono un messaggio ancora attuale: il valore dello stare insieme, dell’appartenenza e del sentirsi parte di una comunità.

Le due nuove panchine diventano così qualcosa di più di un luogo dove fermarsi a riposare. Sono piccoli racconti all’aperto, capaci di suscitare curiosità nei visitatori e, soprattutto, di mantenere vivo il legame tra le nuove generazioni e la storia locale.

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