Cocquio Trevisago | 19 Agosto 2026

Cocquio Trevisago, rinasce “il Sarisciùn”: «Una strada che custodisce la nostra storia»

Conclusa la riqualificazione di via San Bernardo, l’antica strada che collegava Caldana e Cerro. Il sindaco Centrella: «Una strada percorsa dai nostri nonni, parte preziosa della memoria collettiva»

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“Il Sarisciùn” di Cocquio Trevisago rinasce, ma continua a raccontare e a custodire una storia che affonda le radici nei secoli. Non è altro che un tratto di quella che oggi è chiamata via San Bernardo, la strada che collega le frazioni di Caldana e Cerro, che è stata riqualificata e restituita alla comunità.

Ad annunciarlo è il sindaco Danilo Centrella attraverso un post sui social, spiegando che il progetto di recupero – finanziato con un investimento complessivo di 245.500 euro attraverso contributi ministeriali (100mila euro), della Comunità Montana Valli del Verbano (125.500 euro) e del Parco Campo dei Fiori (20mila euro) – è stato realizzato rispettando le caratteristiche originarie della via, preservandone dunque il selciato, l’aspetto storico e l’inserimento armonioso nel paesaggio.

«Via San Bernardo – precisa Centrella – rappresenta una delle vie più antiche e suggestive di Cocquio Trevisago. La Caldana alta, corrispondente all’attuale zona di via San Bernardo, viene indicata dagli studi storici locali come uno dei possibili primi nuclei abitati del nostro territorio. Per generazioni questa strada ha costituito un collegamento fondamentale tra Caldana, Cerro e i percorsi diretti verso Orino, accompagnando la vita quotidiana, il lavoro e gli spostamenti dei nostri antenati. Era nostro preciso dovere non trasformarla in una strada qualunque, ma conservarne l’anima, affinché continuasse a raccontare alle nuove generazioni ciò che siamo stati».

Per tale ragione il primo cittadino esprime, a nome dell’amministrazione comunale e del paese, un ringraziamento alla Comunità Montana Valli del Verbano e al suo presidente Simone Castoldi, «per la partecipazione attiva, la sensibilità dimostrata e il fondamentale sostegno economico garantito all’opera», così come al presidente e all’intero Parco regionale del Campo dei Fiori «per il contributo destinato al nostro Comune e per la costante attenzione rivolta alla tutela e alla valorizzazione del nostro territorio».

«Quando le istituzioni collaborano con convinzione, rispetto e amore per i luoghi che rappresentano, possono realizzare opere capaci di andare oltre la loro funzione materiale. Via San Bernardo non è soltanto un collegamento tra Caldana e Cerro: è una strada percorsa dai nostri nonni, una testimonianza delle nostre radici e una parte preziosa della memoria collettiva del paese. Oggi – conclude Centrella – lo “Sarisciun” torna a vivere nella sua bellezza. Restituiamo ai cittadini un luogo da attraversare, ammirare e custodire, con l’orgoglio di appartenere a una comunità che non dimentica il proprio passato e che sa trasformarlo in un patrimonio per il futuro».

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