Gli ultimi episodi di vandalismo a Marchirolo e le risposte messe in campo dall’amministrazione comunale riaccendono il confronto politico in paese. A intervenire è Massinissa Askeur, candidato sindaco per “Uniti per Marchirolo” in vista delle elezioni amministrative del 2027, che aveva annunciato la propria candidatura lo scorso aprile.
Askeur propone una lettura critica delle recenti iniziative e dichiarazioni dell’amministrazione sui temi della sicurezza e del decoro urbano, ponendo soprattutto l’accento sulla differenza tra gli interventi adottati dopo che un episodio si è verificato e una strategia di prevenzione costruita nel tempo. «Negli studi sulla comunicazione politica e sulla sociologia urbana, esiste un fenomeno ben documentato noto come punitive populismo (populismo penale) o law-and-order rhetoric», esordisce Askeur.
«La sicurezza urbana è una costruzione complessa che richiede tempo, continuità e investimenti sul tessuto sociale», afferma il candidato sindaco, secondo il quale concentrare la risposta prevalentemente su controlli e sanzioni rischia di intervenire sulle conseguenze dei problemi senza affrontarne le ragioni più profonde.
Nella sua riflessione Askeur richiama, tra gli altri aspetti, la carenza di spazi di aggregazione, le politiche rivolte ai giovani e la cura degli spazi pubblici. «L’uso esclusivo della sanzione e della sorveglianza agisce sul sintomo visibile, come il vandalismo o lo schiamazzo, ma trascura le cause strutturali», sostiene.
Il candidato di “Uniti per Marchirolo” critica anche quella che definisce una gestione “reattiva” della sicurezza, nella quale l’intervento arriva quando il danno è ormai avvenuto. Una modalità che, a suo giudizio, finirebbe inoltre per scaricare sulla collettività i costi necessari a riparare quanto danneggiato, mentre sarebbe necessario rafforzare prevenzione, educazione e presidio sociale.
Askeur collega inoltre il tema della sicurezza alla comunicazione politica nell’avvicinamento alla conclusione del mandato amministrativo. «Quando la risposta alle criticità si riduce a un’improvvisa accelerazione di verbali e annunci, il rischio è quello di scambiare la visibilità dell’intervento con la sua reale efficacia a lungo termine», osserva.
Il giudizio nei confronti dell’operato dell’amministrazione diventa ancora più netto nella parte conclusiva dell’intervento: «Il ricorso alla sanzione dell’ultimo minuto serve a coprire il vuoto di politiche pubbliche di lungo respiro. Se in quattro anni non si è investito in prevenzione, educazione e vivibilità degli spazi civici, è del tutto naturale che la comunità arrivi a questo punto di degrado».
Per il candidato sindaco, dunque, il contrasto agli atti vandalici non dovrebbe esaurirsi nell’individuazione e nella sanzione dei responsabili, ma inserirsi in un percorso più ampio capace di coinvolgere il tessuto sociale e soprattutto le nuove generazioni. «La vera tutela dei beni comuni non nasce dalla paura della pena, ma dalla costruzione di una comunità consapevole, inclusiva e vissuta», aggiunge.
Infine l’affondo politico in vista del percorso che porterà Marchirolo alle amministrative del prossimo anno: «Il “pugno duro” in extremis non è una strategia di governo: è solo la resa di chi non ha saputo prevenire e ora usa la repressione come manifesto elettorale».
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