Varesotto | 14 Agosto 2026

Rissa e omicidio di Induno Olona, arrestato anche il 22enne ricercato da quattro mesi

Il giovane marocchino si è costituito dopo essere atterrato a Malpensa. Nel corso dell’interrogatorio ha affermato di non aver partecipato attivamente alla rissa, in cui era rimasto ferito

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Si è chiuso il cerchio degli arresti per la violenta rissa scoppiata la notte tra il 10 e l’11 aprile scorsi in via Porro, a Induno Olona, in cui aveva perso la vita il trentenne Enzo Ambrosino.

Come riporta La Prealpina in un articolo firmato da Massimiliano Martini, infatti, martedì pomeriggio l’ultimo indagato ancora ricercato – un giovane marocchino di 22 anni – è atterrato all’aeroporto di Malpensa con un volo proveniente dal suo Paese d’origine, dove si era rifugiato il giorno dopo la zuffa e si è costituito alle autorità poi poi essere trasferito nel carcere di Busto Arsizio.

Il ragazzo era latitante da quattro mesi, ovvero da quanto i carabinieri si erano presentati a casa sua, a Varese, per notificargli l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, senza però trovarlo.

Per l’omicidio di Ambrosino sono già indagati Gesuino Corona, 65enne arrestato meno di ventiquattr’ore dopo la coltellata fatale, e suo figlio Dimitri, raggiunto dal provvedimento nelle settimane successive. Complessivamente, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Marialina Contaldo, risultano già arrestati anche il padre della vittima, un secondo figlio di Corona e due loro amici, italiani di origine albanese.

Dal carcere di Busto Arsizio, secondo quanto riferisce Prealpina, il 22enne si è collegato in videoconferenza per l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Varese Alessandro Chionna.

Assistito dall’avvocato Jacopo Arturi (in sostituzione del legale di fiducia Stefania Talarico) ha risposto alle domande del gip fornendo la propria versione dei fatti: ha dichiarato di essere andato a Induno Olona insieme ad amici, di non essere a conoscenza del motivo del litigio tra Corona e Ambrosino e di non aver preso parte attivamente alla rissa, nella quale lui stesso è rimasto ferito al collo da una coltellata, tanto da necessitare il trasporto in ospedale, dove era stato interrogato dai carabinieri. Dopo le dimissioni, però aveva scelto di fuggire, spaventato da quanto era accaduto quella notte.

La difesa ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare meno restrittiva rispetto alla detenzione in carcere, trovando il consenso del pubblico ministero sui domiciliari. Il gip si è però riservato la decisione, comunicando poi il proprio orientamento: il giovane resterà in custodia cautelare in carcere.

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