Sono trascorsi sei mesi dalla scomparsa di Giancarlo Galli, l’uomo che per decenni aveva dedicato una parte importante della propria vita alla cura e alla protezione degli animali, legando indissolubilmente il suo nome al Rifugio Animali Felici di Brissago Vatravaglia. Era l’11 febbraio quando la notizia della sua morte aveva suscitato un profondo cordoglio nel Luinese e in tutto il territorio, dove in tanti avevano conosciuto e apprezzato il suo impegno.
Sei mesi dopo, però, quello che Giancarlo aveva costruito continua a vivere. Nei recinti, negli animali accuditi ogni giorno, nel lavoro dei volontari e di chi ha scelto di raccoglierne l’eredità. Proprio il Rifugio Animali Felici, al quale aveva dedicato anni di lavoro e dedizione e per il quale, subito dopo la sua scomparsa, era stata avviata anche una raccolta fondi, rappresenta oggi la testimonianza più concreta di ciò che ha lasciato.
A ricordarlo, in una data dal significato particolare, è ora Cesare Camoni. Lo fa attraverso una lunga lettera scritta: non soltanto un pensiero rivolto a chi non c’è più, ma anche il racconto di questi primi sei mesi senza Giancarlo, dei cambiamenti avvenuti al rifugio, delle persone che continuano a prendersene cura e soprattutto di un gruppo che, dopo la sua scomparsa, sembra essersi stretto ancora di più attorno al progetto che aveva costruito.
Ne esce un ricordo intimo, a tratti malinconico, ma attraversato soprattutto dalla volontà di andare avanti. Perché, come emerge dalle parole di Cesare, il sogno di Giancarlo non si è fermato. E forse non è casuale che questo messaggio arrivi proprio nelle notti d’agosto in cui si alzano gli occhi al cielo alla ricerca delle stelle. Di seguito la lettera integrale.
Caro Giancarlo,
Oggi è il 10 agosto, San Lorenzo. Lassù si dice che il cielo si accenda, ma per noi il vero faro sei e resti tu. Qui, tra i recinti e l’odore della terra, la tua presenza è silenziosa ma costante: una luce che ci guida nel lavoro di ogni giorno, un esempio di amore concreto per ogni creatura. Non cerchiamo stelle lontane, ci basta la tua eredità viva sotto ai nostri piedi.
Sono passati esattamente sei mesi, metà anno, ben 181 giorni da quando ci hai lasciato, ma la tua presenza continua a respirare forte in ogni angolo del rifugio. La tua foto è stata tappezzata qua e là per averti sempre vicino tra i recinti dai nostri amici germanici Elke e Gerhard.
Oggi siamo qui insieme attorno a un tavolo per ricordarti, guardandoci negli occhi con la consapevolezza di aver custodito la tua eredità con rispetto e profondo amore. In questi sei mesi non ci siamo mai fermati: abbiamo raggiunto traguardi importanti e realizzato miglioramenti concreti che avresti amato e approvato con tutto il cuore. Ogni angolo sistemato, ogni animale accudito e ogni sguardo d’amore che scambiamo con loro è la dimostrazione viva che il tuo sogno non si è fermato, ma continua a crescere.
Tutto questo è possibile grazie alla forza straordinaria della nostra Silvia, sempre instancabile e attenta a ogni cosa, e alla generosità infinita di chi ci sostiene a spada tratta come Daniela CH, che pronti-via ha spazzato la piscina di prima, sofferente, sostituendola con una nuova realtà che non ci fa mancare il mare al rifugio. Praticamente, quando andiamo dai nostri pennuti ci sentiamo in spiaggia, a guardarli mentre nuotano e si tuffano all’impazzata nel telone nuovo.
Pensa che pochi giorni fa persino la ditta che ce l’ha fornito ci ha scritto per ringraziarci e chiederci come ci trovavamo… cose da non crederci al giorno d’oggi! Ovviamente sono rimasto senza parole e ho risposto come si deve. Daniela ha persino aumentato la sua presenza lavorativa con più giorni a settimana; me ne sono accorto perché quando arrivo col trattore la incrocio sempre, considerando anche il periodo particolare di ferie in cui siamo — con Loris, il nostro tuttofare, in vacanza proprio in questi giorni — e l’impegno instancabile di tutti noi nonostante un caldo pazzesco che ci accompagna ormai da settimane. Un grazie speciale se lo merita tutto insieme a tanta stima da parte mia.
Un grazie di cuore va anche a tutti gli altri collaboratori e aiutanti, che sono davvero tantissimi: perdonatemi se non ho ancora imparato i nomi di tutti, ma sappiate che vedo il lavoro di ciascuno di voi ed è prezioso per noi.
Ma il traguardo più bello è il legame indissolubile che si è creato tra di noi dopo la tua scomparsa: siamo diventati una vera famiglia unita da un affetto sincero e viscerale. Io, ovviamente, quando serve alzo anche la voce… mi hai dato tu questo “potere” prima di volare in cielo, con la tua voce bassa ma piena di direttive che le mie orecchie attente hanno ascoltato bene! Qualcuno l’abbiamo perso in questo cammino senza di te e qualcun altro lo perderemo ancora, ma fa parte della vita e del percorso, così come le persone nuove che arriveranno.
Ci sosteniamo a vicenda ogni giorno, lavorando fianco a fianco — pioggia, sole, caldo o freddo — e guardando al futuro con la stessa speranza e determinazione che ci hai trasmesso tu. Ci troviamo a lavorare anche ad orari impensabili quando serve, senza paura della fatica, che da noi al rifugio non abita di sicuro. Sentiamo che da lassù ci stai guardando con quel tuo sorriso benevolo. Le ultime idee che bollono in pentola nella mia testa hanno il tuo zampino… un bel 45!
Siamo — parlo a nome di tutti — felici che tu possa vedere la tua creatura custodita in mani sicure e piene di vita. Ogni traguardo raggiunto oggi non è un punto d’arrivo, ma la base da cui partire per fare ancora di più per la causa a cui hai dedicato la tua esistenza. Un grazie di cuore va anche a tutti i donatori e a chi ci inonda di cibo nel quotidiano o dopo le feste sparse per la provincia, specialmente in questi periodi estivi, donandoci gli avanzi preziosi per nutrire i tuoi cari animaletti, sempre molto ghiotti.
Il tuo esempio guida ogni nostra scelta: oggi celebriamo il cammino fatto in questo mezzo anno e promettiamo di continuare a lottare insieme, per te e con te. Un pensiero caro da tutto lo staff attualmente in servizio.
Con il sorriso stampato e un po’ di malinconia,
Cesare
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