Lo scorso 8 agosto un 21enne tunisino residente in Italia è stato arrestato in Ticino, in quanto sospettato di essere coinvolto in una truffa ai danni di persone anziane avvenuta nella seconda metà di luglio nel Bellinzonese, tramite le cosiddette “chiamate shock”.
Il modus operandi ricalca quello evidenziato a più riprese in passato nelle sue numerose varianti. In questo caso gli autori, spacciandosi per una persona attiva in campo medico, hanno richiesto con insistenza alla vittima un’importante somma in denaro necessaria a coprire le cure di un congiunto affetto da una grave malattia. Facendo leva sullo scarso tempo a disposizione (poche ore vista la paventata serietà della situazione), hanno messo pressione per farsi consegnare il denaro a disposizione e gli averi custoditi in casa.
Gli accertamenti subito avviati dagli inquirenti della Polizia cantonale hanno successivamente permesso di raccogliere elementi utili all’identificazione del 21enne, il cui fermo è stato effettuato da collaboratori dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) sull’autostrada A2, nei pressi dello svincolo Lugano Sud. Al dispositivo hanno preso parte anche gli agenti della Polizia Città di Lugano e della Polizia Ceresio Sud. La perquisizione del veicolo su cui viaggiava il giovane ha inoltre portato al rinvenimento di possibile refurtiva.
Le ipotesi di reato nei confronti del 21enne sono di truffa e di infrazione alla Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione. La misura restrittiva della libertà è già stata confermata dal Giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC) e l’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Veronica Lipari.
La Polizia cantonale segnala che, nelle ultime settimane, si è registrata una recrudescenza di questo genere di truffe. Informazioni e consigli di prevenzione sono disponibili consultando il seguente indirizzo: https://www4.ti.ch/di/pol-new/prevenzione/truffe/truffe-telefoniche.
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