Canton Ticino | 12 Agosto 2026

Siccità sul lago Maggiore, c’è un accordo tra Italia e Svizzera: l’acqua arriva dal Tresa

Riunione d'urgenza tra Italia e Cantone Ticino: i bacini idroelettrici svizzeri sono ai minimi e non possono cedere riserve, ma l'erogazione a Ponte Tresa salirà da 3 a 8 m³ al secondo

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L’Organismo Bilaterale italo-elvetico di Consultazione sulla regolazione dei livelli del Lago Maggiore e sulla gestione delle risorse idriche del relativo bacino si è riunito in via d’urgenza lunedì 10 agosto, su richiesta del Ministero italiano dell’Ambiente.

Al centro dell’incontro vi era la situazione di criticità del lago Maggiore – la cui capacità idrica continua a diminuire a causa della situazione di siccità – e dell’area risicola sublacuale nei comprensori irrigui del Novarese, Lomellina e Milanese, nonché la richiesta di valutare eventuali rilasci aggiuntivi dai bacini idroelettrici ticinesi.

Come già comunicato dal Consiglio di Stato alla Regione Piemonte lo scorso 17 luglio, anche il versante svizzero si sta confrontando con una situazione di allerta per siccità dovuta alle scarse precipitazioni e le riserve d’acqua nei bacini idroelettrici ticinesi si situano infatti al limite inferiore dei valori registrati negli ultimi dieci anni.

Non sussistono pertanto, fanno sapere dal Dipartimento del Territorio attraverso una nota, le condizioni per ulteriori rilasci, anche alla luce della necessità di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Peraltro, il margine di intervento del Cantone è inoltre limitato dal quadro giuridico vigente: una parte importante delle acque è infatti sottoposta a concessioni attribuite a operatori privati sui quali il Cantone non dispone di un’autorità diretta.

Alla luce di queste condizioni, i tecnici dell’Ufficio cantonale dei corsi d’acqua, in accordo con l’Ufficio federale dell’ambiente, hanno individuato una soluzione temporanea ritenuta sostenibile per il territorio ticinese, pur in una fase di allerta idrica: la misura prevede di aumentare l’erogazione a Ponte Tresa dal lago di Lugano (Ceresio), dagli attuali 3 m³/s a 8 m³/s. Considerato il collegamento idrografico tra i due laghi, il maggiore deflusso raggiungerà naturalmente il lago Maggiore.

Questa decisione comporterà un abbassamento complessivo di circa 10 centimetri del livello del Ceresio e sarà applicata a partire da ieri, martedì 11 agosto, per i prossimi dieci giorni e attentamente monitorata. Al termine di questo periodo, la situazione sarà nuovamente valutata sulla base dell’evoluzione delle condizioni idriche e compatibilmente con le esigenze del territorio.

Il Dipartimento del Territorio ticinese conferma l’importanza di una gestione coordinata, parsimoniosa ed efficiente delle risorse idriche da parte di tutti gli attori coinvolti, soprattutto nei periodi di scarsità. Un tema già seguito nell’ambito della Comunità di lavoro Regio Insubrica e che continuerà a essere approfondito nelle sedi competenti.

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