“Proposta per Luino – Collettivo per una Luino accogliente e sostenibile” torna sui temi affrontati durante il Consiglio comunale del 24 luglio, sostenendo che, oltre alla questione dell’asilo nido, esistano criticità anche nella gestione di altri interventi pubblici. Il gruppo richiama l’attenzione sulle recenti variazioni di bilancio e sull’andamento di diversi cantieri cittadini.
Tra i punti evidenziati figurano gli 80mila euro stanziati per il rifacimento dell’impianto del lungolago, il futuro intervento sulla pavimentazione tra Palazzo Verbania e piazza Libertà e le criticità legate al comfort energetico dello stesso edificio. Secondo il collettivo, si tratta di opere che pongono interrogativi sulla qualità delle realizzazioni e sui costi di manutenzione nel tempo.
Il gruppo esprime inoltre perplessità sulle varianti apportate ai progetti delle piscine comunali e di via Lido, ritenendo che abbiano modificato in modo significativo le soluzioni originarie. Vengono ribadite anche le critiche all’utilizzo dell’asfalto al posto della pavimentazione drenante inizialmente prevista e alla scelta di rinunciare a un modello di riqualificazione ritenuto più sostenibile.
Infine, “Proposta per Luino” richiama il caso del parcheggio Smart Border, definito un’opera che non avrebbe raggiunto i risultati attesi, e chiede maggiore chiarezza nella gestione dei lavori pubblici, nella programmazione degli interventi e nella comunicazione delle scelte amministrative. Ecco il testo dell’intervento del gruppo di minoranza guidato dall’ex sindaco Enrico Bianchi.
Insieme alle perplessità sul nido, la seduta del Consiglio Comunale di venerdì 24 luglio ci ha lasciato interrogativi anche su altri fronti dei lavori pubblici cittadini. Si tratta, a nostro avviso, di un filo che lega la gestione dei cantieri, le variazioni di bilancio e le scelte progettuali degli ultimi mesi — e che vogliamo ricostruire punto per punto, con la stessa chiarezza con cui chiediamo che vengano trattati i conti pubblici.
Lungolago e Palazzo Verbania: il conto dei lavori da rifare
Ci interrogano anche le variazioni di bilancio approvate nella stessa seduta di venerdì 24 luglio. Sono stati stanziati 80.000 euro per rifare l’impianto del lungolago, risultato privo di adeguata protezione dall’acqua — un problema che avevamo già individuato, preventivandone il costo di risoluzione definitiva. Analoga sorte tocca alla pavimentazione in doghe del tratto di lungolago compreso tra Palazzo Verbania e piazza Libertà, da rifare integralmente.
A questo aggiungiamo le criticità già note legate al discomfort termico di Palazzo Verbania — caldo d’estate, freddo d’inverno — con inevitabili ricadute sui costi di gestione. Sono opere che, prese insieme, ci riportano al tema del ciclo di vita degli edifici pubblici: quando la qualità iniziale viene sacrificata, il conto si ripresenta, con gli interessi, qualche anno dopo.
Piscine e via Lido: i progetti stravolti
Solleviamo interrogativi anche sulla chiusura dei lavori relativi alle piscine comunali e a via Lido, per i quali stiamo approfondendo le varianti progettuali intercorse, che a nostro avviso rischiano di aver stravolto e ridimensionato i progetti originari. Su questo fronte torneremo con maggiori approfondimenti nelle prossime settimane, ma anticipiamo alcuni temi.
L’inerzia sui lavori racconta molto della nota spaccatura tra la nostra amministrazione e il Responsabile Unico di Progetto, soprattutto dovuta alla gestione delle imprese. I lavori prima praticamente sospesi, sono stati infatti conclusi proprio come non avremmo voluto. Con finiture approssimate e non corrispondenti ai progetti approvati e messi a gara, finiture che rischiano di essere oggetto di degrado in tempi brevi.
Sulla via Lido poi, in questa estate calda, che si pensa sia la più fresca dei prossimi dieci anni, mentre tante città depavimentano e Barcellona sperimenta in Calle Cerdà un asfalto che profuma di mediterraneo e di futuro (con il biochar, un carbone vegetale ottenuto dai noccioli di oliva capace di trasformare una normale pavimentazione stradale in un alleato alla lotta al cambiamento climatico), Luino va avanti col modello fonte fossile: l’asfalto!
Riasfalta addirittura un tratto depavimentato e in cui il manto stradale rimasto avrebbe dovuto avere da progetto approvato e finanziato una pavimentazione drenante. In una zona tra l’altro a vincolo paesaggistico, per cui ogni variante deve seguire la necessaria Autorizzazione Paesaggistica.
Un progetto probabilmente considerato forse troppo innovativo. Ma innovazione non è, è prassi ormai in tanti paesi e città. E comunque, la Pubblica Amministrazione ha il dovere di proporre modelli nuovi per il bene della comunità tutta. Abbiamo destinato alle auto lo spazio utile, lasciando ad altri usi il resto. Abbiamo ricercato la camminabilità, che rappresenta un servizio a favore della salute dei cittadini, utilizzando gli strumenti che anche il Codice della Strada ci ha di recente messo a disposizione per promuovere la mobilità lenta: le strade E-bis e F-bis.
L’obiettivo era quello di poter camminare per raggiungere le strutture pubbliche in una strada gradevole e all’ombra, perché piantumata e attrezzata con panchine, cestini e porta bici. Perché la miglior città, come sostiene il professor Tonucci (pedagogista e ricercatore del CNR), non è quella costruita sul modello maschio, adulto, lavoratore e automunito, ma quella a misura dei bambini e quindi a misura di tutti. Perché il primo è un cittadino modello sbagliato su cui progettare gli spazi pubblici.
La scelta della via Lido non era il vezzo di un architetto che guarda il bello, ma un progetto di un’Amministrazione che si avvale di consulenti preparati per produrre una città più sana, più accogliente, più giusta e di conseguenza anche più bella, per tutti e non per pochi privilegiati!
Il modello dell’Amministrazione Pellicini, invece, ad oggi si presenta come una progettazione che prevede semplicemente asfalto a non finire anche sul resto della città, con una variazione di bilancio pari a 1.300.000 euro. Questa è stata la comunicazione straordinaria uscita in consiglio. Ci chiediamo se l’attuale maggioranza abbia pensato anche solo per un momento che magari si sarebbe potuto fare di meglio?
Il paragone che non torna: il parcheggio Smart Border
C’è un confronto che, a nostro avviso, va fatto con la stessa onestà intellettuale. Il parcheggio Smart Border, progettato dall’Amministrazione Pellicini, costato 1.800.000 euro, è un’opera che l’Amministrazione Bianchi ha sempre protetto e difeso da ogni critica per dovere di continuità amministrativa.
Eppure oggi, sotto gli occhi di tutti, quel parcheggio è chiaramente un fallimento: è vuoto, chiunque può constatarlo passandoci davanti, nonostante i miglioramenti introdotti con l’attuazione del Piano attuativo ex Visnova. Ne abbiamo suggerito un possibile utilizzo durante il Consiglio del 24 luglio, proprio come noi avevamo già fatto con il progetto del polo scolastico e la variante urbanistica, vediamo se ci saranno risposte a questo proposito.
Ci chiediamo anche perché quella spesa non abbia mai ricevuto lo stesso scrutinio riservato al nido, e perché si continui a insistere sui costi di un edificio che i bambini di Luino vivranno per i prossimi decenni, mentre un’opera manifestamente fallimentare viene (difesa) ignorata senza che nessuno ne chieda conto. Si sono chiesti se la gestione parsimoniosa di un edificio a basso consumo energetico possa tradursi in rette più contenute per le famiglie?
Ci domandiamo, inoltre, se l’Amministrazione comunale abbia provveduto a richiedere l’assegnazione di ulteriori risorse a valere sul contributo PNRR, opportunità apertasi nel mese di giugno 2026.
La porta aperta che nessuno ha varcato
Ricordiamo infine che il progetto del nido è stato oggetto di ampia comunicazione pubblica: articoli di stampa, incontri pubblici, e una visita in cantiere aperta ai professionisti, alle scuole superiori di Luino e a tutto il Consiglio Comunale. Purtroppo gli unici a non partecipare alla visita in cantiere sono stati proprio i consiglieri dell’allora minoranza, ad eccezione del consigliere Furio Artoni, assente giustificato per un impegno pubblico concomitante presso il Verbania.
Messi in fila, questi elementi — gestione delle imprese, lavori del lungolago da rifare, varianti su piscine e via Lido e un parcheggio fallimentare mai messo in discussione — restituisco, a nostro avviso, un quadro che va ben oltre la polemica sui numeri del nido. Riguarda il metodo con cui vengono valutate le opere, seguiti i cantieri pubblici e comunicate le scelte alla città. Ed è su questo che, come gruppo, chiediamo oggi chiarezza.
Proposta per Luino
Collettivo per una Luino accogliente e sostenibile
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