(foto di Maggie Piazza Carroll) La piccola frazione luinese di Colmegna ha vissuto, sabato 1 agosto, una serata di profonda intensità spirituale e collettiva. La piazza della chiesa si è raccolta attorno a un appuntamento che unisce fede, memoria e comunità: il centenario del simulacro della Beata Vergine della Neve, un anniversario che ha trasformato una festa già sentita nel cuore degli abitanti in un momento di rara solennità storica.
La celebrazione ha preso forma sul sagrato con la messa presieduta dal prevosto di Luino don Cesare Zuccato, seguita da un momento di festa e condivisione che ha prolungato la serata – organizzata in sinergia con le associazioni Saltamartin e Amici di Nzong e il Gruppo Alpini Colmegna – in un clima di allegria fraterna.
La Madonna della Neve è una ricorrenza particolarmente cara alla comunità di questa piccola frazione affacciata sul lago, e la partecipazione di sabato sera ne ha confermato il radicamento. Una settantina i presenti tra cui, accanto ai residenti abituali, anche diversi villeggianti che trascorrono le vacanze estive a Colmegna: un segnale di come questo luogo, pur nella sua dimensione raccolta, sappia creare legami che vanno oltre la sola residenza anagrafica.
Il filo che unisce il presente al passato è, in questo caso, particolarmente tangibile. Fu proprio una villeggiante, la signora Guglielmina Marovelli di Milano, a donare alla comunità, nel 1926, una statua della Beata Vergine del Carmelo. Un gesto di devozione e generosità che si è trasformato nel tempo in qualcosa di molto più grande: quella stessa statua è oggi venerata come Madonna della Neve, ed è attorno a lei che Colmegna celebra la propria fede da un secolo.
Il ricavato della festa, circa un migliaio di euro, verrà utilizzato per le opere della Parrocchia.
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