Luino | 14 Luglio 2026

L’ultimo saluto a Vittorio Minelli, Luino lo abbraccia con affetto

Chiesa gremita per i funerali dell'ex sindaco e presidente della Provincia. Autorità, cittadini e istituzioni unite nel ricordo di un uomo che ha dedicato la vita alla sua comunità

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Una Chiesa Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo colma in ogni ordine di posto, il silenzio delle grandi occasioni, gli sguardi carichi di riconoscenza e un applauso finale. Così Luino ha salutato oggi Vittorio Minelli, storico ex sindaco della città ed ex presidente della Provincia di Varese spirato domenica, accompagnandolo nell’ultimo viaggio con una partecipazione che ha raccontato, ancora prima delle parole, quanto profondo fosse il legame costruito in decenni di impegno pubblico.

Attorno alla famiglia si è stretta un’intera comunità. Presenti le autorità civili e militari, il presidente della Provincia, numerosi sindaci del territorio, amministratori comunali e provinciali, ex amministratori che hanno condiviso con lui un tratto di strada istituzionale, rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia Locale, delle associazioni e del volontariato. A rendere ancora più solenne la celebrazione anche i gonfaloni della Città di Luino, della Provincia di Varese, della Croce Rossa Italiana – Comitato di Luino e Valli e della Musica Cittadina “Pietro Bertani”, simboli di una comunità che ha voluto stringersi idealmente attorno a una delle figure politiche più significative della propria storia recente.

La Santa Messa è stata celebrata da don Cesare Zuccato, che nell’omelia ha scelto di non ricordare soltanto l’amministratore pubblico, ma soprattutto l’uomo. Prendendo spunto dal Vangelo della porta stretta, ha parlato della vita come di un continuo attraversare soglie e affrontare scelte. «La vita è fatta di passaggi e di decisioni che ognuno deve compiere», ha ricordato, spiegando come nascita, battesimo, matrimonio e morte rappresentino porte che tutti, prima o poi, sono chiamati ad attraversare.

È proprio attraverso questa immagine che il sacerdote ha descritto il percorso di Vittorio Minelli. «Con le sue pietre ha lasciato il ricordo di tante porte, di tanti passaggi e di tante decisioni prese», ha detto, sottolineando come molte di quelle scelte non abbiano riguardato soltanto la sua vita personale, ma quella di un’intera comunità. «Questa era la sua Luino, che lui ha amato. Camminava per le strade della città e incontrava le persone». Un legame autentico, costruito giorno dopo giorno, che ancora oggi continua a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto.

Don Cesare ha poi svelato un tratto più intimo della personalità dell’ex sindaco, raccontato dai familiari. Sul comodino di Vittorio Minelli, ha ricordato, non mancava mai una Bibbia, letta e riletta, con piccoli foglietti a segnare i passi più significativi. Accanto alle Sacre Scritture trovavano posto anche la Divina Commedia e I Promessi Sposi. Libri che raccontano un uomo profondamente legato alla cultura, convinto che la conoscenza fosse uno strumento indispensabile per costruire relazioni autentiche e immaginare una società migliore.

La riflessione si è poi spostata su quella che il sacerdote ha definito la grande passione educativa di Vittorio Minelli. Un tratto che lo ha accompagnato tanto nell’insegnamento quanto nell’attività politica. «Aiutava le persone a crescere», ha spiegato. «La vera passione educativa non conosce gelosia, ma gioisce quando chi hai accompagnato riesce a camminare con le proprie gambe». Un modo di vivere il servizio che andava oltre gli incarichi istituzionali e nasceva, prima ancora che dalla professione, da una disposizione naturale del cuore.

Infine, il ricordo del suo impegno politico. Un servizio vissuto sempre come responsabilità verso gli altri. «Chi sceglie di occuparsi del bene comune sa già, prima ancora di iniziare, che sarà criticato», ha osservato don Cesare. «Ma quando il sogno di costruire una comunità migliore è più forte della fatica e della sofferenza, allora si continua ad andare avanti». Parole che hanno restituito il senso di una vita dedicata alla politica intesa nel significato più alto del termine: servizio alla collettività.

Per molti presenti, quella celebrata oggi non è stata soltanto una cerimonia funebre. È stata l’occasione per rendere omaggio a un uomo che ha attraversato alcune delle pagine più importanti della storia amministrativa di Luino e della Provincia di Varese, lasciando un segno che va ben oltre le opere realizzate o gli incarichi ricoperti. A restare è soprattutto il ricordo di una persona che ha scelto di vivere la politica con passione, cultura e senso delle istituzioni.

Luino oggi ha così salutato non soltanto un ex sindaco o un ex presidente della Provincia, ma ha salutato uno dei protagonisti della propria storia, un uomo che, nel bene e nel male, ha condiviso il cammino della sua città e ne è diventato parte integrante. Un’eredità fatta di memoria, servizio e amore per la comunità, destinata a rimanere nel tempo.

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