«Le dichiarazioni solenni in Consiglio Comunale rischiano di valere quanto carta straccia. Il consigliere Compagnoni, forte del suo ruolo interno, si è autoproclamato “Sindaco dell’ospedale”, garantendo una vigilanza speciale sul nostro nosocomio. Una promessa che oggi, davanti all’evidenza dei fatti, suona come un fragoroso boomerang».
Lo afferma il consigliere comunale di minoranza Marco Massarenti (“La Nostra Luino”) facendo riferimento all’intervento che Franco Compagnoni ha tenuto durante il primo consiglio comunale della nuova amministrazione Pellicini. Intervento in cui il medico (e consigliere provinciale) ha affermato di volersi impegnare con impegno al tema della sanità – per la quale dovrebbe ricevere un’apposita delega – e dell’ospedale cittadino, guardando alla difesa di «servizi fondamentali per il territorio».
«Dalle corsie – prosegue Massarenti – arriva la doccia fredda: l’Ortopedia è senza personale. Non parliamo di luglio o agosto: già adesso, a giugno, i turni sono in gravissima sofferenza. E se la situazione è critica ora, figuriamoci cosa accadrà nei prossimi mesi estivi, quando il territorio si riempie di turisti e le necessità sanitarie aumentano fisiologicamente. Il rischio concreto è il blocco totale delle attività o la chiusura del reparto, con i cittadini e i lavoratori lasciati soli davanti a un’emergenza ampiamente annunciata. La domanda è brutale e non ammette diplomazie: cosa stiamo aspettando?».
«Il “sindaco dell’ospedale” e la sua maggioranza hanno giorni, forse ore, per dimostrare che non sono solo figurine da passerella. I cittadini non vogliono proclami, vogliono medici. I lavoratori non chiedono titoli onorifici, pretendono turni coperti e dignitosi. Il tempo del cerchiobottismo è finito – conclude il capogruppo de “La Nostra Luino” – La politica locale deve scegliere da che parte stare: con le chiacchiere o con i fatti. Noi la nostra scelta l’abbiamo già fatta, e chiediamo che i vertici dell’ASST vengano chiamati a intervenire rapidamente. O si agisce ora, o l’Ortopedia chiude. La palla è nel vostro campo: “sindaco”, Lei che fa?».
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