L’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po ha deliberato in via definitiva l’innalzamento del livello massimo estivo del Lago Maggiore a 140 centimetri sullo zero idrometrico. La decisione, che segue oltre un decennio di progressivi aumenti sperimentali, vede la netta opposizione dei sindaci dei Comuni rivieraschi piemontesi, tramite una nota stampa diffusa dai sindaci di Verbania, Baveno e Cannobio.
«Ricordiamo che il livello estivo massimo era di 100 cm e, dal 2015, è partita una serie di sperimentazioni che ha portato la soglia progressivamente a salire sino a questo nuovo provvedimento definitivo. Un aumento complessivo di 40 centimetri in poco più di un decennio», esordiscono i sindaci.
«Come sindaci e amministratori locali sottolineano come l’innalzamento progressivo abbia già prodotto conseguenze tangibili sul territorio: la riduzione delle spiagge, vero e proprio volano del turismo lacuale, la difficoltà di gestione delle sponde nei periodi di piena e la perdita di attrattività per operatori e visitatori. La preoccupazione è che la fissazione definitiva del livello a 140 cm consolidi questi effetti negativi in modo permanente», vanno avanti ancora i primi cittadini.
«Centoquaranta centimetri sopra lo zero idrometrico è una scelta errata perché sono tanti, troppi centimetri rispetto alla soglia storica di 100 cm con cui questo lago è stato gestito per decenni. Causeranno danni al turismo e all’economia locale: è evidente che con un tale livello molte spiagge, attrattiva del nostro lago, verranno ulteriormente ridimensionate», dichiarano ancora.
«Ribadiamo anche la contrarietà al metodo con cui la decisione è stata assunta: un processo condotto prevalentemente a livello tecnico dall’Autorità di Bacino del Po, con il supporto delle esigenze irrigue della pianura padana, senza un’adeguata tutela degli interessi dei territori rivieraschi e senza il coinvolgimento effettivo delle amministrazioni locali più direttamente colpite. La Regione Piemonte, in questo contesto, non ha esercitato con sufficiente fermezza il proprio ruolo di rappresentanza anche delle nostre istanze, escludendoci di fatto dalle sedi decisionali», spiegano ulteriormente.
«Continueremo ad opporci alla decisione attraverso tutti gli strumenti giuridici e politici disponibili e continueremo a chiedere l’istituzione di un tavolo permanente di confronto che garantisca voce ai territori lacuali nelle future scelte di regolazione del Verbano», concludono.
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